09/06/2025
l Ritmo e l'Intreccio: Un Omaggio a Bach Danzante nell'Arte di Roberto Scarpa Meylougan.
Un'esplorazione affascinante del legame tra il rigore contrappuntistico e la vitalità della danza nell'opera di Johann Sebastian Bach: questo il cuore del concerto "Il ritmo e l'intreccio: pezzi a forma di danza di J. S. Bach", che ha visto protagonista l'organista Roberto Scarpa Meylougan. L'evento, parte della Rassegna organistica di Primavera 2025, si è tenuto nella suggestiva cornice della Chiesa di Santa Rita da Cascia a Mestre, richiamando un folto pubblico di appassionati.
Scarpa Meylougan ha dato prova di una profonda intelligenza musicale e di una sensibilità raffinata. Il programma, interamente dedicato al genio di Eisenach, ha messo in luce un aspetto peculiare della sua produzione: l'ispirazione coreutica che anima molte delle sue composizioni, anche quelle di più severa architettura.
La scelta dei brani ha offerto un percorso d'ascolto variegato e avvincente. Il concerto si è aperto con una selezione di brevi e deliziose danze tratte dal "Notenbüchlein für Anna Magdalena Bach" (il Quaderno di Anna Magdalena Bach). Pezzi come Minuetti, Polonaises e Marce (tra cui BWV Anh. 114, 115, 119, 122) hanno immediatamente evocato l'atmosfera galante e festosa delle corti settecentesche, mettendo in risalto la freschezza e l'eleganza della scrittura bachiana in queste forme concise.
Il programma è poi approdato a composizioni di ben più ampio respiro, dove il ritmo di danza si fonde con la complessità dell'intreccio polifonico. Spiccava in particolare la celeberrima Giga in sol maggiore (BWV 577), un brano dal carattere virtuosistico e travolgente, in cui il ritmo ternario della giga inglese si sposa con un funambolico gioco contrappuntistico.
Accanto a queste, sono state eseguite alcune delle pagine organistiche più monumentali di Bach, che pur non essendo danze nel titolo, ne incorporano l'essenza ritmica. Tra queste, il maestoso Preludio e tripla fuga in Mi bemolle maggiore (BWV 552), noto anche come "di Sant'Anna", la drammatica Fantasia e fuga in sol minore (BWV 542) e l'imponente Passacaglia e tema fugato in Do minore (BWV 582). In queste opere, Scarpa Meylougan ha magistralmente evidenziato come le cellule ritmiche, derivate da antiche danze come la passacaglia, fungano da fondamento per la costruzione di architetture sonore di una complessità e di una potenza espressiva inaudite.
L'interpretazione di Roberto Scarpa Meylougan è stata caratterizzata da una grande chiarezza esecutiva, che ha permesso di apprezzare ogni dettaglio delle intricate trame bachiane, e da una scelta di registri organistici sempre appropriata, capace di esaltare tanto la grazia dei pezzi più leggeri quanto la grandiosità delle fughe più elaborate. Un concerto, dunque, che ha saputo guidare l'ascoltatore in un viaggio affascinante alla riscoperta di un Bach non solo "architetto dei suoni", ma anche maestro insuperabile del ritmo e del movimento.