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Emme-studio opera nei campi della progettazione strutturale e geotecnica sia in ambito civile che industriale e nel campo del monitoraggio delle strutture, proponendosi di offrire servizi specialistici a società ed enti interessati alla risoluzione di problematiche sia ordinarie che non convenzionali.

05/09/2026
18/08/2026

La misura delle proprietà dei materiali nelle costruzioni esistenti. Cosa dice davvero il rapporto di prova.

«Il Certificato non deve contenere valutazioni, apprezzamenti o interpretazioni sui risultati della prova.»

Non è una clausola di stile: è la Circolare 7617/STC dell'8/09/2010, punto 9 — i criteri con cui il Ministero autorizza i laboratori prove ai sensi dell'art. 59 del DPR 380/2001. Il laboratorio che consegna un certificato con i soli valori misurati, senza commenti, sta rispettando il perimetro della propria autorizzazione. Ed è giusto così: la stessa circolare gli impone terzietà e indipendenza, incompatibili con un ruolo di giudizio sul progetto.

La conseguenza, però, va detta per intero: tutto ciò che trasforma quei numeri in valori di progetto resta a carico di chi ha richiesto la prova. E non è poco.

Qualche esempio, per il calcestruzzo di una costruzione esistente.

Il certificato riporta la resistenza della carota. Il fattore di disturbo da prelievo lo applica il progettista: le Linee Guida C.S.LL.PP. 2017 (§3.2) danno Fd da 1,10 a 1,00 in funzione della resistenza misurata, con interpolazione. Idem per il rapporto h/d e per le carote con armatura.

Il certificato riporta l'indice sclerometrico, che le Linee Guida correlano debolmente alla resistenza (§2.2), e la velocità ultrasonica, che il §4.3.4 dice non essere una misura assoluta: lo stesso valore può stare su un calcestruzzo da 30 N/mm² come su uno da 40. La Circolare 7/2019 (§C8.5.3.2) ammette i metodi non distruttivi solo a integrazione, «purché i risultati siano tarati su quelli ottenuti con prove distruttive». Le correlazioni di letteratura non tarate sul sito non sono una scorciatoia: in uno studio sperimentale su calcestruzzi degli anni '60-'80 (Faella et al., SUN), sedici formule SonReb applicate allo stesso campione hanno restituito resistenze medie da 17,2 a 32,65 N/mm². Quasi il doppio, sugli stessi rilievi.

E il valore finale non è una classe: sull'esistente non si calcola fck. Si stimano i valori medi in opera (LLGG 2017, §3.3; NTC 2018, §8.5.3: «prescindendo dalle classi discretizzate previste nelle norme per le nuove costruzioni»), ridotti dal fattore di confidenza del livello di conoscenza raggiunto — 1,35, 1,20 o 1,00 (Circ. 7/2019, §C8.5.4.2).

C'è infine un passaggio che viene prima di tutti gli altri: le indagini «dovranno essere motivate, per tipo e quantità, dal loro effettivo uso nelle verifiche» (NTC 2018, §8.5.3). La campagna si dimensiona sulla procedura che si intende applicare — prima delle prove, non dopo.

Nessuno di questi passaggi compare nel certificato. Non per mancanza del laboratorio: per legge. La filiera funziona quando ciascuno presidia il proprio tratto — il laboratorio misura e certifica, il progettista progetta la campagna e interpreta i risultati.

Nella vostra esperienza, il passaggio più delicato dove sta? Nella scelta delle correlazioni, nella numerosità del campione, o prima ancora, nel progetto della campagna di indagini?

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11/08/2026

La crepa nel muro? Tecnicamente, è alta matematica.

Oggi pomeriggio stavo scrivendo la relazione conclusiva del monitoraggio di un quadro fessurativo in un immobile residenziale. Vuoi per il caldo, vuoi per l’ora tardo pomeridiana cerco su internet un sinonimo più tecnico per “crepa”. E tra le varie alternative proposte compare il termine “frattura”. Mi ritornano alla mente i ricordi di quando studiavo la meccanica della frattura come parte del programma del corso di Calcolo Anelastico. E presa dai ricordi la mente inizia a fare associazioni. E per la prima volta dopo tanti anni passati da quel corso universitario,(magari perché nel frattempo ho iniziato ad insegnare fisica in un istituto tecnico), collego l’analogia di suono tra le parole fratture e frattale. A questo punto è fatta. Faccio una ricerca in rete. E scopro che l’analogia di suono cela anche una analogia scientifica tra fratture e frattali.
Benoît Mandelbrot in persona — il padre dei frattali — su Nature, nel 1984 pubblicò un lavoro* in cui sosteneva che le superfici di frattura dei metalli fossero frattali. Rompendo un provino d'acciaio ed osservandone la superficie di rottura a ingrandimenti diversi, si trovava sempre la stessa rugosità autosomigliante. La natura, quando rompe le cose, non usa il righello: usa una dimensione non intera. Una superficie di frattura non è "2D": è qualcosa come 2,2 — più di una superficie, meno di un volume... Il che, ammettiamolo, è un modo piuttosto elegante di essere rotti.
E il calcestruzzo? Materiale disordinato per vocazione — inerti, cemento, vuoti — quando si fessura lo fa in modo frattale da manuale. La scuola italiana (Carpinteri et al. Politecnico di Torino) hanno costruito una teoria basata su energia di frattura "rinormalizzata", effetti di scala e leggi di propagazione delle fessure: la crepa nel pilastro e la microfessura nella pasta di cemento raccontano la stessa storia, a scale diverse. Autosomiglianza, appunto.
Ed è per questo che una fessura non si "guarda": si legge. Il suo percorso, la sua apertura, come evolve nel tempo — sono dati. E i dati, a differenza delle impressioni a occhio n**o, non cambiano idea a seconda della luce.
Onestà scientifica, doverosa: misurare la dimensione frattale di una crepa non racconta tutto — la letteratura ci ha provato per decenni, con risultati a loro volta... frastagliati. Ma la sostanza resta solida: le fratture sono tra gli oggetti frattali più affascinanti che la natura produce.
Peccato che di solito li produca nei posti sbagliati. Ma questa è un’altra storia
Noi di Emme Studio le fessure le trattiamo così: da vicino, con metodo, e con un certo rispetto per la matematica che ci sta dietro. Perché una crepa, prima di essere un problema, è un'informazione.

*Benoît Mandelbrot D.E. Passoja e A.J. Paullay - "Fractal character of fracture surfaces of metals" Vol. 308, pag 721-722

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18/07/2026

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11/01/2026
Eccellente spiegazione
04/12/2025

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