Spazi Fluidi

Spazi Fluidi Feng shui e interior design. Prenota un incontro conoscitivo gratuito: [email protected] Cos’è un’architetta feng shui? La mia felicità è vederli realizzati.

Mi chiamo Michela, sono un’architetta feng shui e progetto gli spazi dell’anima. Dal 1995 ho uno studio d’interior design e con Andrea Palladio condivido la città in cui ha realizzato i suoi migliori progetti: Vicenza, dove si trova anche la mia dimora. Sono una progettista d’interni che coniuga il sapere della più antica disciplina progettuale cinese attraverso lo studio del flusso dell’energia n

egli spazi con lo stile esclusivo dell’abitare italiano. e creo case e luoghi di lavoro in cui sentirsi energici, vitali, concentrati, realizzati. Il mio metodo progettuale SPAZI FLUIDI | Abitare gli Spazi dell’Anima mi consente di creare un rapporto privilegiato tra la casa e i suoi abitanti. La mia missione è progettare gli spazi dell’Anima. Abitare gli spazi dell’anima non significa soddisfare solo il gusto (che cambia), lo stile (che passa di moda), le esigenze funzionali (che variano nel tempo) ma dimorare negli spazi che rappresentano la propria essenza, libera di esprimersi e rendersi sempre più visibile e distintiva. Per comprendere meglio la mia filosofia progettuale ti consiglio di leggere il blog, e per capire per quale motivo sono stata finora scelta, valuta nel mio sito le opinioni e le testimonianze dei miei clienti. Puoi anche guardare alcuni lavori fatti e chiedermi una consulenza gratuita. Sarà un modo semplice per conoscersi e valutare se siamo fatti l’una per l’altra. Ora che hai capito cosa posso fare per te e hai compreso che posso accompagnarti in un percorso che gli architetti e arredatori convenzionali non esplorano, contattami per arredare la tua casa, il tuo appartamento o il tuo ufficio.

La settimana scorsa sono stata molto felice di vedere tantissime donne, di tutte le età, partecipare all’evento “Parliam...
24/03/2026

La settimana scorsa sono stata molto felice di vedere tantissime donne, di tutte le età, partecipare all’evento “Parliamo di soldi”.

Felice per la partecipazione.
Un po’ meno per i dati statistici condivisi, che confermano una cosa:
per il mondo femminile, la strada verso una reale consapevolezza e competenza nella gestione del denaro è ancora ripida.

Io ne sono testimone.

Ho iniziato a guardare i soldi con consapevolezza solo una decina di anni fa.
Non che prima non provassi a gestirli al meglio ma mi ero affidata.
Perché “si fa così”.

Oggi ho capito che è fondamentale capire e scegliere cosa fare del proprio patrimonio.

E non è scontato.

Molte donne non affrontano questo tema, anche per un retaggio culturale — confermato dai dati — secondo cui i soldi sarebbero “affari da uomini”.

Ma non è così.

L’indipendenza economica è uno dei pilastri fondamentali della libertà.

Anche per le donne.
Anche per quelle sole.
Anche per quelle che si sentono sole, pur essendo in una relazione.

Avere le risorse per mantenersi — e non solo — per soddisfare i propri bisogni e scegliere liberamente come spenderle…
è davvero tanta roba.

E mentre lo scrivo, rifletto.

Nel progetto a cui sto lavorando da qualche mese, non avevo ancora pensato di parlare di soldi.

Ora credo sia importante.

Perché soldi ed emozioni sono profondamente collegati.

E forse è proprio lì che si apre uno spazio nuovo.

Le professioniste che hanno condotto l’evento hanno le competenze per farlo
e, nello spirito collaborativo della Rete al Femminile Vicenza, con cui abbiamo organizzato l’appuntamento, questo potrebbe diventare un grande valore.

E tu?

Che rapporto hai con il denaro?
Ti fa sentire libera o ancora un po’ distante da te?

È domenica serae l’ansia comincia ad attanagliarti.Hai già preparato la cartella del più grande.I vestitini della piccol...
22/03/2026

È domenica sera
e l’ansia comincia ad attanagliarti.

Hai già preparato la cartella del più grande.
I vestitini della piccola sono ripiegati sulla sedia.

Domani inizierà un’altra lunga, estenuante settimana.

Ti sveglierai, prenderai la maschera dal comodino
e, dopo esserti piastrata i capelli, la indosserai insieme al tuo tailleur.

Tuo marito sarà già uscito di casa.
Resterà fuori fino a venerdì per lavoro.

Tu dovrai fare tutto.

Portare i figli a scuola.
Passare da tua mamma — sperando che si offra di tenerli un’ora.
(Ma non succederà.)
Accompagnarli a fare sport.
Correre a riprenderli.

E poi tornare a casa,
trascinandoti sui tacchi.

Ogni giorno.
Per tutta la settimana.

Ti sentirai esausta.

E la notte — sperando che i bimbi non si sveglino —
piangerai in silenzio,
guardando il vuoto fuori dalla finestra.

Ti torneranno in mente le parole degli altri:

“Sei fortunata, hai una bella famiglia.”
“Sarai felice tu, hai una bella casa.”

E tu ti vergognerai.

Perché non sei felice.
E pensi di non essere capace di apprezzare ciò che hai.

Ma non è così.

La verità è un’altra.

Ti sei persa.

Abiti in un bel palazzo, è vero.
Ma hai seguito ciò che ti dicevano fosse giusto fare…
allontanandoti, passo dopo passo, dal tuo sentire.

Fino a dimenticare la strada per tornare a casa.
Dentro di te.

Io so come ti senti.

Perché ci sono passata.

Ho fatto tutto “come si deve”:
una famiglia, dei figli, un lavoro importante.

E mi sono persa.
Per anni.

Poi, un giorno, ho incontrato una donna
che mi ha insegnato a tornare a casa.

Ora quella strada la conosco.
Conosco anche tutte le sue deviazioni.
E sono qui per accompagnarti.

Sto creando uno spazio per donne come te.
Un luogo accogliente, come una casa in collina con un grande portico che guarda il mare.

Un posto dove puoi tornare a casa.
Dentro di te.

Non devi restare lì da sola.

Se senti che è il momento,
scrivi CHIAVI.

Ti inserirò nella lista d’attesa.

Vivi in coppia, ma ti senti sola.E no, non è perché lui lavora troppo.Non è perché i figli assorbono tutto.Non è nemmeno...
04/03/2026

Vivi in coppia, ma ti senti sola.

E no, non è perché lui lavora troppo.
Non è perché i figli assorbono tutto.
Non è nemmeno perché “le relazioni sono complicate”.

A volte ti senti sola perché ti sei allontanata da te. MA QUESTO TU NON LO SAI ANCORA.

Hai smesso di occupare spazio.
Hai smesso di creare angoli che parlano di te.
Hai smesso di nutrire la tua energia personale.

La casa lo sa.
Lo racconta con spazi intasati, senza vita.
Con stanze funzionali per tutti, tranne che per te.

Nel Feng Shui le piante rappresentano l’Elemento Legno che diffonde energia di crescita, espansione, direzione.
Sono piccoli esseri vivi che non chiedono il permesso di occupare spazio. Crescono spontaneamente verso la luce.

E tu?
Hai ancora un angolo che ti somiglia?
Hai uno spazio che sostiene la tua identità?

Ho scritto un articolo diretto, senza filtri, su come usare le piante nel Feng Shui per non sentirsi sole — anche quando si è in coppia.

Se ti senti punta sul vivo, probabilmente è per TE.

Trovi il link di approfondimento nei commenti 👇

Sono stata spesso la seconda.E no, non è una frase detta con leggerezza.Sono stata la seconda scelta.L’amante.L’amica di...
15/02/2026

Sono stata spesso la seconda.

E no, non è una frase detta con leggerezza.

Sono stata la seconda scelta.
L’amante.
L’amica di letto.
La fidanzata del porto.
Quella che si nasconde.
Quella che aspetta.

Quella che capisce. Sempre troppo.

A San Valentino ero la prima a restare a casa.
Niente cene.
Nessuna sorpresa.
Un regalo dato in fretta, lontano dagli occhi degli altri.

Aspettavo che quel giorno finisse.
Come si aspetta che passi una febbre, Natale e Capodanno.

Poi un giorno mi sono fatta una domanda che brucia:
perché accetto di essere seconda?

E ancora più forte:
io, per prima, mi sto scegliendo?

La verità è che non mi mettevo al primo posto.
Aspettavo che lo facesse qualcuno.
Quando ho iniziato a essere per me stessa la donna che desideravo accanto —
presente, leale, orgogliosa di me —
qualcosa si è spostato dentro.

Non ho più chiesto di essere scelta.
Ho iniziato a scegliere.

E quest’anno mi sono data attenzione.
Mi sono fatta regali.
Non per riempire un vuoto.
Ma per celebrare una presenza.

Ogni dono è stato un messaggio chiaro: IO PER ME ci sono.

Mi porto fuori.
Mi porto dentro.
Mi faccio spazio.

Perché l’amore che accettiamo
parla sempre dell’amore che ci diamo.

E tu?
Ti stai scegliendo davvero?
O stai ancora aspettando che qualcuno ti metta al primo posto?

09/02/2026

Per 30 anni ho costruito case.
Ora costruisco donne.

Stessa missione: creare spazi dove sentirsi a casa.

Prima fuori.
Ora dentro.





Ricordo quei sabati sera in cui piangevo perché nessuno rispondeva al telefono.Chiamavo 2, 3, 4 persone.Tutti occupati.E...
03/02/2026

Ricordo quei sabati sera in cui piangevo perché nessuno rispondeva al telefono.

Chiamavo 2, 3, 4 persone.
Tutti occupati.

E dentro di me rimbalzava sempre la stessa domanda:

“Perché io no?”

La voce interiore era spietata:

“Sei sbagliata.
Sei strana.
Non piaci a nessuno.”

Allora mangiavo qualcosa al volo, mi perdevo davanti alla TV, scappavo da me stessa.

Poi, un sabato sera, ho fatto qualcosa di diverso. Mi sono preparata una cena.

Con cura.
Con amore.
Per ME.

Ho acceso una candela.
Ho apparecchiato bene.
Ed è successo qualcosa di inatteso:
mi sono sentita a casa.

Non ho smesso di sentirmi sola da un giorno all’altro. Ma ho iniziato a trasformare la solitudine in qualcosa di sacro:
tempo con me stessa.

Oggi quei sabati sera sono diventati momenti preziosi. Scelgo io ciò che può nutrirmi.

E tu?
Come vivi il sabato sera da sola?
Ti pesa o lo ami? Ti ascolto.

01/02/2026

Donna strana.
Donna sola.
Donna che ha imparato ad amarsi.
E ora mostra la strada alle donne che si sentono p***e.





NON SO, SEI STRANAMe lo hanno detto per anni. E solo ora capisco quanto fosse, in fondo, un regalo.A 15 anni, mentre pas...
31/01/2026

NON SO, SEI STRANA

Me lo hanno detto per anni. E solo ora capisco quanto fosse, in fondo, un regalo.

A 15 anni, mentre passeggio per il paese, chiacchierando con un ragazzo che conosco da poco:

“Ma tu non sei normale. Sei strana!”

A 20 anni discuto animatamente con mia mamma. Non vuole lasciarmi andare in Liguria per un corso che mi aiuterà a rispondere alla domanda: “Chi sono io?”

“Cosa c’è di strano in te?! Con te non si può parlare!”

A 30 anni racconto alle amiche che voglio partire per una crociera in barca a vela con persone sconosciute.

“Tu sei matta!”

A 35 anni cerco di spiegare ai clienti che la casa e gli oggetti che ci circondano influenzano il nostro umore e comportamento.

“Certo che sei strana forte!”

Strade complicate. Relazioni complesse. Percorsi difficili. Fatica.
Per anni mi sono sentita sbagliata perché non facevo cose “normali”. Ho anche cercato di seguire vie convenzionali, applicare protocolli, ma più ci provavo, più mi sentivo strana… e sola.

Non è stato facile capire che quella stranezza era, ed è, la mia unicità.
Ho pianto quando mi sono sentita accolta nella mia originalità.
Ho abbracciato la paura di essere strana.

Ancora oggi conservo gelosamente un cartoncino giallo. Lo annuso, assaporando tutta la comprensione che contiene.

Oggi celebro la parte di me che mi rende ME.
Quella stranezza ha spinto via macigni di false convinzioni, ha creato crepe nella mia caverna interiore, fino a far scorgere una flebile fiamma. Ora è una porta di luce che mi permette di accogliere altre donne.
È un trono d’oro che mi sostiene nell’accompagnare altre “donne strane” a fare lo stesso: aprirsi alla luce della propria unicità.

E tu? Ti sei mai sentita strana?
Quante volte ti sei sentita sbagliata perché qualcuno ti ha rimarcato la tua diversità?
In cosa? Scrivimelo nei commenti o in DM. Voglio conoscerti.





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