Terra Rossa di Carmela Civita

Terra Rossa di Carmela Civita Dal 1996 la mia casa è la vostra casa. Insieme progetteremo grandi cose.

Maggio e giugno hanno un superpotere: riempiono i campi di meraviglie spontanee. 🌾✨Per i 30 anni di matrimonio di Riccar...
02/06/2026

Maggio e giugno hanno un superpotere: riempiono i campi di meraviglie spontanee. 🌾✨

Per i 30 anni di matrimonio di Riccardo e Anna abbiamo voluto fare un regalo alla terra, usando solo ciò che ci ha offerto: rami verdi per il runner e una cascata di delicate carote selvatiche nei boccali. 🌼🤍

Poche persone care, tanta intimità e la bellezza della natura.

TerraRossa:No, non serve esagerare. Serve scegliere bene.C'è una citazione famosa che dice:"L'eleganza è togliere"Io lo ...
31/05/2026

TerraRossa:
No, non serve esagerare.
Serve scegliere bene.

C'è una citazione famosa che dice:
"L'eleganza è togliere"

Io lo ripeto sempre, ma la verità è che serve coraggio per farlo. Per questo amo follemente le clienti semplici, quelle che non cercano lo sfarzo a tutti i costi, ma sanno riconoscere la bellezza nella purezza di un dettaglio.

​Per questa Prima Comunione abbiamo lasciato parlare i fiori: il giallo deciso della craspedia, la leggerezza del wax flower e la delicatezza di un nastro sfrangiato.

Niente di più, niente di meno. Solo cura, armonia e tanta anima. 💛🌱

Siamo nel pieno delle Prime Comunioni. Ma se chiudiamo gli occhi e torniamo indietro nel tempo, scopriamo che la magia d...
28/05/2026

Siamo nel pieno delle Prime Comunioni. Ma se chiudiamo gli occhi e torniamo indietro nel tempo, scopriamo che la magia di questo giorno, nel nostro Sud, ha radici profonde.

​Un tempo, la Comunione di una bambina non era solo una festa di famiglia: era la festa di tutta la "corte".

​Le case erano vicine, le porte sempre aperte. Le donne del vicinato si riunivano attorno a un tavolo tra aghi, fili e chicchiericcio. Ognuna portava qualcosa: chi cuciva un orlo, chi sistemava un merletto, chi controllava che quel bianco fosse perfetto.

​E poi c’era quel momento indimenticabile: la bambina fatta salire sul tavolo per le prove, immobile ed emozionata, sotto gli occhi esperti e affettuosi di tutte. Non volevano solo un abito bello; volevano regalare un ricordo eterno.

​Mentre le mani lavoravano, il tempo rallentava, lasciando spazio a una forma profonda di cura e vicinanza. In questo Sud, le gioie non si preparavano mai da soli, ma insieme.

​A questo mondo fatto di gesti semplici e collaborazione si ispira la scena, qui pubblicata, delle donne della corte, parte della collezione delle Massaie Salentine (tratta dal libro "Donne della curte").

​In fondo, il dettaglio più bello da ricordare è proprio questo: prima ancora degli abiti, erano le persone a cucire i ricordi. ✨

Abbiamo prenotato questo volo a febbraio, attirati da un'occasione imperdibile. Non potevamo certo immaginare che, da lì...
18/05/2026

Abbiamo prenotato questo volo a febbraio, attirati da un'occasione imperdibile. Non potevamo certo immaginare che, da lì a poco, la situazione geopolitica nell'area si sarebbe fatta così tesa. Tra i venti di guerra nel vicino Iran e i confini così vicini, abbiamo avuto paura e pensato seriamente di non partire più. Ma chi conosceva la realtà locale continuava a rassicurarci: Lì la situazione è tranquillissima, andate.

​Alla fine abbiamo preso coraggio. E meno male che lo abbiamo fatto, perché siamo rimasti letteralmente stupefatti.

​Tre giorni di fuoco tra storia e meraviglia. Grazie ad Aida Babayan, una guida bravissima e instancabile, abbiamo condensato un programma intensissimo. Un vero viaggio nel tempo.

​L'impatto con Yerevan, una capitale vibrante tra l'architettura imponente della Cascade, l'eleganza di via Abovyan e le luci di Piazza della Repubblica.

​La forza della pietra e dell'acqua: dalla maestà di Madre Armena al misticismo del monastero di Geghard (patrimonio UNESCO), fino allo spettacolo naturale della Sinfonia delle Pietre e del Tempio di Garni. E poi lui, il Lago Sevan: uno specchio d'acqua blu, incastonato nel cielo, sorvegliato dal monastero di Sevanavank.

​ Abbiamo esplorato la grotta di Areni, dove è stata ritrovata la scarpa in pelle più antica del mondo, assaggiato dell'ottimo vino locale e pranzato in una casa del posto, assaporando la vera ospitalità armena, prima di lasciarci incantare dal meraviglioso monastero di Noravank.

​La sorpresa più bella: la cultura alla portata di tutti. Se dovessi scegliere un'immagine simbolo, vi racconterei della serata al Teatro dell'Opera di Yerevan. Siamo riusciti a vedere la Turandot di Puccini, cantata magistralmente in italiano. Dire meraviglioso è dire poco.

​Ma la cosa che mi ha colpito è che i biglietti costavano dai 10 ai 30 euro. Prezzi accessibilissimi rispetto ai nostri standard europei, che permettono a chiunque, famiglie e tantissimi giovani, di sedersi in platea e respirare l'arte. La testimonianza più bella di un popolo che investe sul proprio spirito.

​Siamo tornati a casa con gli occhi pieni di bellezza.
Un viaggio consigliatissimo.

Oggi il sole sembra incerto, gioca a nascondersi tra le nuvole, ma è la nostra attitudine a fare la luce che serve. Il m...
01/05/2026

Oggi il sole sembra incerto, gioca a nascondersi tra le nuvole, ma è la nostra attitudine a fare la luce che serve. Il mio essere positivo nasce da qui: dalla consapevolezza che, indipendentemente dal meteo, è quello che facciamo a dare colore al tempo che viviamo.

​In questo primo maggio, il pensiero torna alle parole del Presidente Mattarella: il lavoro non è un accessorio, è il fondamento stesso della nostra libertà e della nostra dignità di cittadini. È la firma che mettiamo ogni giorno sulla nostra vita, un segno che a volte scava e morde come un’artrite, che stanca le ossa ma che resta il nostro unico, vero biglietto da visita. È la prova tangibile che abbiamo scelto di non essere spettatori, ma di partecipare alla costruzione di qualcosa.

​Lavorare significa avere il coraggio di misurarsi con la realtà, di cadere sotto il peso delle responsabilità e di trovare, ogni singola mattina, la forza interiore di rialzarsi e ricominciare.

​E mentre cerchiamo questo sole, il pensiero più grande va ai nostri figli. L’augurio per loro è che possano conquistare il proprio posto nel mondo attraverso un lavoro che sia degno, che li renda indipendenti e che permetta loro di esprimere il proprio talento. Che possano ereditare la fierezza di lasciare un’impronta propria, pulita, solida e che li faccia sentire parte viva di questo Paese.

​Godiamoci questo riposo, con la positività di chi sa che ogni sforzo compiuto è un mattone per il domani di tutti.

​Buon primo maggio.

Dal frantoio al design: l’anima del Fiscolo.​Sapevate che questo lampadario custodisce una storia che profuma di terra e...
29/04/2026

Dal frantoio al design: l’anima del Fiscolo.

​Sapevate che questo lampadario custodisce una storia che profuma di terra e di ulivi? Quello che oggi vedete come un elemento di design unico, nasce in realtà da un oggetto antico e fondamentale per la nostra tradizione: il fiscolo.

​Cos'è il Fiscolo?
Un tempo, prima delle moderne centrifughe, l'olio d'oro delle nostre terre veniva estratto con la pressione. Il fiscolo era il protagonista indiscusso del frantoio: un disco filtrante, intrecciato con sapienza artigianale, che serviva a contenere la pasta delle olive macinate durante la spremitura.

​Una storia di intrecci e di fatica.
I fiscoli venivano realizzati intrecciando fibre naturali resistenti come la fibra di cocco, la canapa o il giunco. Venivano impilati uno sull'altro sotto la pressa: il mosto oleoso filtrava attraverso le loro maglie, lasciando all'interno i noccioli e la polpa. Era un lavoro di pazienza e di forza, un rito che si ripeteva ogni autunno.

​La Rinascita.
Oggi il fiscolo cambia veste. Da strumento di fatica nei frantoi a scultura di luce nelle nostre case. La sua forma circolare e la sua trama materica creano un gioco di luci e ombre caldo e accogliente, che richiama immediatamente l'atmosfera del Mediterraneo.

​Scegliere questo lampadario non significa solo arredare, ma portare in casa un pezzo di storia rurale, omaggiando le mani dei maestri artigiani che hanno tramandato l'arte dell'intreccio per generazioni.

L'essenza della semplicità.Esistono luoghi che non hanno bisogno di parole. Pietre che raccontano vecchie storie e detta...
24/04/2026

L'essenza della semplicità.

Esistono luoghi che non hanno bisogno di parole. Pietre che raccontano vecchie storie e dettagli che parlano d'amore.

​Per questa Prima Comunione, la parola d'ordine è stata "Sottrazione". Niente sfarzo, solo l'essenziale: la famiglia, una casa antica in Toscana e la cura dei piccoli gesti.

​Il mio lavoro trova la sua massima espressione proprio qui: nell'autenticità di una festa intima, dove il valore di un oggetto non sta in quanto brilla, ma in quanto sa emozionare.
Creare per chi sa guardare oltre è il regalo più bello. ✨

Grazie di cuore per avermi resa parte di questo momento così intimo.⚘️


Stile urbano, cuore artigianale. ✨Il tocco di arancio che accende anche il look più neutro. 🧡Le annodate, per info in di...
22/04/2026

Stile urbano, cuore artigianale. ✨

Il tocco di arancio che accende anche il look più neutro. 🧡
Le annodate, per info in direct



✨ C'è una magia che si chiama infanzia.Una torta pensata per restare nel cuore,  non solo negli occhi.Il calore soffuso ...
20/04/2026

✨ C'è una magia che si chiama infanzia.

Una torta pensata per restare nel cuore, non solo negli occhi.
Il calore soffuso delle lucine incontra la delicatezza di una bimba sognatrice che, con il suo palloncino tra le dita di fil di ferro, si lascia trasportare leggera verso un mondo di desideri ancora tutti da scoprire. 🎈
Non c'è nulla di più prezioso della meraviglia negli occhi di una bambina che incontra il mondo per la prima volta.
Abbiamo voluto tradurre quella magia in ogni dettaglio: il fil di ferro che si piega e si modella come un pensiero che prende forma.
Perché c'è una bambina che ha aspettato questo momento.
E finalmente, è arrivato.
I sogni non hanno fretta.
Ma quando si avverano,
sanno essere bellissimi. ✨
Benvenuta nella tua nuova famiglia. 🤍

Con il primo sole, eccole! Le Comare: un'antica rete sociale.​Prima della modernità frenetica, esisteva un sistema di mo...
17/04/2026

Con il primo sole, eccole! Le Comare: un'antica rete sociale.

​Prima della modernità frenetica, esisteva un sistema di monitoraggio e supporto infallibile che regolava la vita dei nostri centri storici: le figure delle comari. Spesso ridotte a semplici caricature del pettegolezzo, queste donne rappresentavano in realtà una delle strutture antropologiche più complesse della nostra storia mediterranea. Non erano solo vicine, ma custodi del confine tra la sfera privata e quella pubblica.

​Istituzioni del vicolo

​Le comari erano il prodotto di un’architettura sociale fatta di porte aperte e sedie posizionate strategicamente sulla soglia di casa. In quegli spazi, la circolazione delle informazioni non era solo maldicenza, ma una forma primordiale di controllo sociale. Nulla sfuggiva ai loro sguardi, e questo creava un paradosso affascinante: la rinuncia a una parte della propria privacy in cambio di una sicurezza comunitaria costante.

​Se osserviamo queste figure con occhio analitico, scopriamo una rete di mutuo soccorso straordinaria che sopperiva a molte mancanze istituzionali. Le comari erano il cardine di un'economia circolare basata sul prestito di beni di prima necessità e di un sistema di assistenza collettiva. La gestione dei bambini e degli anziani era un compito distribuito: se una madre era impegnata, le comari diventavano naturalmente un’estensione della famiglia.

​Il chiacchiericcio come collante

​Anche la dimensione del pettegolezzo, vista sotto questa luce, assume un valore diverso. Era una sorta di psicologia di cortile, una valvola di sfogo emotivo necessaria per elaborare collettivamente i traumi, i successi o gli scandali che colpivano la comunità. Erano, a loro modo, la memoria storica del quartiere, colei che conservavano e tramandavano le genealogie e le vicende umane che altrimenti sarebbero andate perdute.

​In definitiva, non erano solo spettatrici della vita altrui, ma testimoni attive che trasformavano un semplice insieme di abitazioni in una comunità viva e pulsante.

Indirizzo

Via Margherita Di Borgogna, 49
Trani
76125

Orario di apertura

Lunedì 17:30 - 21:00
Martedì 09:30 - 13:00
17:30 - 21:00
Mercoledì 09:30 - 13:00
17:30 - 21:00
Giovedì 09:30 - 13:00
17:30 - 21:00
Venerdì 09:30 - 13:00
17:30 - 21:00
Sabato 09:30 - 13:00
17:30 - 21:00

Telefono

+393494246179

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