14/07/2026
Ci sono giorni in cui il lavoro si ferma.
Non perché le mani smettano di muoversi, ma perché il cuore resta in silenzio.
Ieri abbiamo vissuto l'incendio che ha ferito la nostra Chiesa.
Un luogo che appartiene a tutti, fatto di ricordi, preghiere, incontri e momenti di vita. Vederlo così ha lasciato un grande vuoto.
Da circa un mese, nella nostra falegnameria, stiamo restaurando il suo portone. Ogni venatura, ogni dettaglio, ogni intervento racconta il rispetto che abbiamo per un'opera che da anni accoglie chiunque varchi quella soglia.
Oggi quel portone è ancora qui, tra le nostre mani. E continueremo a prendercene cura con ancora più dedizione.
Perché se è vero che il fuoco può ferire i muri, non potrà mai bruciare la storia, la fede e il senso di comunità che quella Chiesa rappresenta.
Il giorno in cui sarà possibile, quel portone tornerà al suo posto. E siamo certi che quel momento avrà un significato ancora più grande: sarà il segno che, anche dopo una ferita così profonda, si può ricominciare.
A Don Antonio e a tutta la comunità parrocchiale va il nostro pensiero più sincero e il nostro abbraccio.
Siamo con voi, con il lavoro delle nostre mani e con il cuore.
Perché restaurare non significa soltanto riparare il legno.
Significa custodire la memoria. Significa credere nel domani. Significa avere speranza.