Un manufatto costruito ex novo ha la spiazzante possibilità di lasciare all’artefice libertà totale, condizione che spesso ostacola anziché alimentare la fantasia. Un mobile abbandonato ad un cassonetto ha invece una storia e un fascino retrò che portano la fantasia a cercare un modo per dargli nuova vita e valore alla faccia di chi l’ha ritenuto obsoleto. Quello che nasce dall’incontro con un ogg
etto abbandonato (anche questa è una storia che gli appartiene!) è un oggetto legato per la sua forma e per la sua funzionalità ad un passato, ad un posto, ad una tipologia di proprietario che si veste di presente attraverso il colore, una piccola modifica, un’applicazione o il suo inserimento in un luogo diverso per svolgere una funzione diversa. Ciò che dona quindi a questo prodotto tutta la vivacità della modernità è lo spiazzante contrasto tra passato e presente, tra il colore del legno e un arcobaleno di colori, tra un intarsio di fiori e delle decorazioni geometriche, tra il salotto della nonna e la vetrina di un parrucchiere, tra l’essere stato un comodino e l’essere diventato uno sgabello.