Mi sono sempre piaciute le vecchie soffitte, quelle che odorano di antico, con i pavimenti che scricchiolano e con le ragnatele che pendono dal soffitto. E la più bella in cui sono capitata è sicuramente quella di mia nonna. Potevi trovarci di tutto, da vecchie e tarlate sciarpe di lana fatte a mano, a insoliti attrezzi agricoli in ferro arruginito. teste di bambole, animaletti vari appartenenti a
qualche allegra fattoria giocattolo. Disegni di figli e nipoti. Lettere, tantissime lettere, di parenti emigrati in posti lontani, vecchie cartoline che ritraggono luoghi fuori dal tempo e letterine di Natale scritte alla meno peggio da noi nipoti i primi anni di scuola. Ma quello che io ho sempre amato di più in quella soffitta era il vecchio baule dall'apertura difettosa. Ogni volta che riuscivo ad aprirlo, magia...foto color seppia di tutte le dimensioni, foto antiche, logorate dal tempo. Ma di un fascino unico. E quell'album di cuoio che le raccoglieva in modo disordinato. Sul fronte dell'album, un Pavone intagliato nel cuoio con uno stile nouveau. Ogni volta che prendevo tra le mani quell'oggetto sentivo di possedere un tesoro prezioso e un potere strabiliante. Aprendo le pagine dell'album, davo nuova vita a quelle persone lontane nel tempo e nello spazio. Loro rivivevano grazie al mio sguardo e alla mia fantasia. E io imparavo grazie a loro a guardare con altri occhi il passato. Crescendo, ho sviluppato una passione per il vintage, per i merletti, per le perline e per tutto ciò che mi ricorda quelle foto, quelle persone. E nel realizzare la mia collezione “Peacock”- che, appunto, vuol dire “pavone”- ho voluto ripercorrere con la memoria gli angoli di quella buia soffitta, sfogliare l'album del Pavone e rivivere le magnifiche storie che esso conteneva.