DOVE E' NATA? Via della Repubblica 118: 20 metri quadrati con soffitto a botte, angolo piazza Catena. DOTE INIZIALE? Vecchio telefono analogico, macchina da scrivere Olivetti più grande del tavolo, calcolatrice elettrica, tanta cancelleria per cui ho avuto sempre una certa, quasi maniacale, predilezione. FLOTTA MOBILE? All’inizio, Wolkswagen usata, prima generazione, grigio metallizzato, parcheggi
o promiscuo. Ora, viaggiamo più comodi. COME E' NATA L'IDEA DI UN'AGENZIA DI MUSICA E SPETTACOLO? 1992. Diciotto anni, un diploma, un certo intuito musicale, passato da chitarrista classico, amante della vita disordinata, un mito: Mark Knopfler dei Dire Straits. E OGGI? Appartamento in Via del Villaggio 4, vicino Piazza XXI Settembre. Lavorano con me Laura e Federica, segreteria e amministrazione, una macchinetta per il caffè sempre accesa, i computer, l’I PAD, un maxi schermo. COME E' CRESCIUTA? All’inizio, solo musica spettacolo. Oggi, ci prendiamo il piccolo lusso di fare anche un po’ di ricerca frequentando festival, piccoli club scovando giovani che facciano musica nuova: ce ne sono molt* e di valore, sono un grande patrimonio pubblico che vogliamo trattenere. FRASE CHE RIPETI PIU' SPESSO? “La qualità totale va sostenuta, è necessario vivere il lavoro con uno sguardo circolare che non trascuri alcun aspetto. La creatività e il talento non sono tutto”. CANZONE PREFERITA? La prima cosa bella, Nicola di Bari, of course: ho sempre chiuso un occhio sui miei retrogusti, soprattutto se fanno apparire le cose semplici, pur consapevole che non lo sono mai. Mi piace l’idea di rivisitare la storia della musica con arrangiamenti moderni: è lì che si nasconde molta dell’innovazione musicale, oggi. LIBRO PREFERITO? Bar Sport di Stefano Benni. Il legame con quella genuina e umoristica semplicità che si coagulava intorno ai bar … mi piace, ma è sparita. Fa coppia con la canzone sopra. Nel libro circola quell’aria di bar bolognese: un piccolo sensore dell’agenzia è a Bologna, che frequento spesso. Mi capita di andare nei bar e verificare se c’è il flipper, il Cinno o il Bovinelli Tuttofare. PASSIONE IRREFRENABILE? Il tennisdirogerfederer, visto da un 4.4, sigh! L’ARTISTA CON CUI VORRESTI COLLABORARE? Inconfessabile. ESPRESSIONE RICORRENTE? Troppa teoria. Qui, conta la pratica: quando lo dico, mi viene sempre da gesticolare. MODELLO? Fin dalla scuola, ho sempre avuto un certo rispetto per Vittorio Alfieri e il suo “Volli, volli, fortissimamente volli”. Nel mio lavoro, ci sono aspetti caratteriali e motivazionali che contano come e più di quelli più tecnici, come la competenza musicale. E NEL LAVORO? Apprendo guardando: ho imparato tutto dagli altri. Agenti, cantanti, autori, musicisti, attori: di ognuno potrei dire la qualità che mi ha colpito, che ho trattenuto. Con gli artisti, cerco sempre un rapporto di reciproco rispetto all’inizio e poi, se cresce, di vera stima: solo così una collaborazione può funzionare. Sono molti gli agenti che, pur di veder sbocciare un*artista, lo lasciano andare. Sotto la buccia, indispensabile, come in tutte le attività a intenso contatto umano, c’è anche una vena romantica. PAROLE CHE RICORRONO TRA I MURI? Caffèéèéèéèé!!!!! IL CONCERTO PIù GRANDE? Tanti: Enrico Ruggeri, Luca Barbarossa, Cesare Cremonini, Edoardo Bennato. Ma non penso mai a un grande concerto come a un traguardo. Un grande concerto non è un grande evento, ma un momento di una storia professionale che è cresciuta anche grazie al nostro lavoro. Un concerto è grande quando racconta questa relazione, non è un trampolino di lancio. A PROPOSITO: PROGETTI PER IL FUTURO? Vivere più rilassato, ma non smettere mai di avere desideri, possibilmente grandi, per me … ma non solo.