10/09/2026
Una immagine di quando la nostra Associazione si chiamava Associazione Nazionale fra le madri e vedove di guerra. Ora ci chiamiamo Associazione Nazionale famiglie dei caduti e dispersi in guerra, ma lo spirito e il ricordo sono gli stessi. Grazie a Il Soldato Dimenticato di Claudio Restelli per questa immagine e vi invitiamo a seguire la sua pagina FB.
Prima Guerra Mondiale. Uomini, Soldati, Vittime ed Eroi. "Compio il doloroso incarico..."
Non tutti sanno che... In che modo avveniva la comunicazione della morte di unsoldato? La prassi è quasi sempre la stessa: il reparto diappartenenza, o l'ospedale in cui il soldato era ricoverato, scriveva al sindaco del comune di residenza.
La formula, pressoché fissa, era la seguente:
"Questo Comando compie ildoloroso ufficio di partecipare alla S.V. Ill. ma la morte del Soldato..., nato il..., avvenuta il... per... Si prega di dare la triste notizia alla famiglia usando i dovuti riguardi".
Ma in qualche raro caso si faceva ampio sfoggio di retorica, come quando, nel 1916, il comandante del Deposito dell'80° Reggimento di Fanteria, dopo aver informato il Comune, scrisse direttamente al padre di un caduto:
"La penna stenta a seguire il tumulto di idee che affollano il nostro animo nel dovere incaricare la S. V. a partecipare la ferale notizia alla famiglia del soldato del 227° FanteriaZuccheri Guido... È certamente dolorosa la nuova che la
presente porta alla famiglia quanto è veramente mesto il compito affidatoci; quando però si saprà che il defunto cadde serenamente in faccia al nemico, facendo con vero eroismo da Italiano olocausto della sua balda esistenza, deve riuscire di lenimento alla famiglia, e di conforto, il sapere che tale sacrificio merita tutta intera la riconoscenza della nazione, restando vivido esempio di virile energia a quanti sono con noi e verranno dopo di noi.Tutti quelli che ebbero a conoscere il caro estinto, a partire dagli Ufficiali al più umile gregario, e che impararono a valutarne le egregie doti, ne rimpiangono la perdita, ma sono fieri che la sua tragica fine non riesca che a ingrandire la stima e l'affetto che in esso avevano riposto, cui ora si unisce l'ammirazione che sempre meritano quelli che danno la loro vita per il bene della loro Patria. La fede però che tutti sorregge nelle traversie e dà la speranza di una vita migliore, porti alla famiglia desolata quel conforto che le nostre umili parole non riescono a dare; ed il ricordo che l'estinto dedicava ogni suo pensiero, ogni sua cura alla famiglia lontana riuscirà certamente di sollievo a quanti ne lamenteranno l'improvvisa scomparsa".
Comunicazione della morte del soldato Guido Zuccheri (1896-1916)
tratto da "Il Resto del Carlino", 2 febbraio 1916
PER NON DIMENTICARE
Immagine ritrae Cartolina dedicata alle madre ed alle vedove dei caduti durante la Grande Guerra
Immagine e testo non presenthi all'interno del libro
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