Amanti Del gelato

Amanti Del gelato pagina dedicata a tutti i gelatieri che vogliono conoscere altri colleghi.

30/05/2019

Tu mangi il gelato sul cono con il cuchiaino ??

30/10/2018
18/04/2018

Gli italiani ne sono ghiotti e ne mangiano in grande quantità. Un consumo sempre crescente: circa dodici chili a testa di gelato ogni anno, per un giro d'affari di oltre 2 miliardi di euro.

Il 66% dei consumi riguarda il gelato artigianale e il nostro Paese è l'unico al mondo dove questa differenza è molto marcata con ben 39mila gelaterie (compresi bar e pasticcerie che vendono anche gelato artigianale) e 150mila occupati.

Il prodotto è tipicamente italiano, tanto che - come accade per pasta, pizza e caffè espresso - i gelatieri italiani nel mondo stanno cercando di imporre il nome in italiano e non quell’ice- cream, ad esempio, che indica un altro prodotto, tecnicamente diverso, a partire dalla quantità di aria incorporata.

Il gelato artigianale è uno dei nostri prodotti d’eccellenza, anche se c'è ancora tanto da fare per diffonderne la cultura e per diffondere tra produttori e consumatori il gusto del gelato non coperto da creme, grassi idrogenati, stabilizzanti, tutti con lo stesso sapore che è quello delle basi industriali preparate che usa il 90% delle gelaterie. Spesso, mentre per il ristorante o la pizza lievitata e cotta come si deve, si fanno anche chilometri, per il gelato ci si accontenta di quello sotto casa. Eppure anche in questo settore dobbiamo imparare a riconoscere la qualità.

Ecco i consigli di un esperto per imparare a riconoscere il gelato artigianale di qualità. Sette mosse che riguardano parametri tecnici che gli stessi gelatieri tengono presenti durante le competizioni. Come per il vino e per l'olio ci sono delle regole di degustazione che possono guidare il consumatore. Possiamo usarle anche entrando in una gelateria.

1. Il primo aspetto è quello visivo. Se entrando in una gelateria vediamo quelle montagnone di gelato uscire fuori di parecchio dalle vaschette esposte, ecco qualcosa non va. Il gelato si trova molto al di sopra della linea del freddo (per il sistema di refrigerazione all'interno delle vetrine) eppure non tende a squagliarsi come farebbe se fosse prodotto con tutti i canoni. Questo potrebbe essere segnale di una dose di grassi vegetali idrogenati, che resistono a temperature maggiori. Quindi no alle montagne di gelato.

2. Ancora, fidiamoci della vista, stavolta per quanto riguarda il colore. Deve essere naturale. Il problema delle colorazioni “assistite” riguarda principalmente i gusti di frutta. Bisogna tenere a mente che nella lavorazione la frutta naturalmente un po' si ossida e un po' la vivacità del colore tende ad affievolirsi con le basse temperature. Quindi gialli sgargianti, rosa shocking, verde brillante sono da guardare con sospetto perché rinforzati da coloranti. Ricordate: il gusto banana, se naturale, è bianco, il kiwi verdino spento e così via.

3. La temperatura. Scartate le gelaterie con le montagne in vetrina e scelto il gelato dal colore naturale, possiamo assaggiare. Può sembrare strano ma il gelato non deve essere troppo freddo, cioè non deve dare in bocca sensazione di un gelo fastidioso, specie per quanto riguarda le creme (i sorbetti, base acqua, devono sembrare un po' più freddi). Potrebbe essere segnale di una scarsa incorporazione di aria, dovuta a un bilanciamento non corretto della ricetta, quindi di un gelato non ben equilibrato. Ma non deve essere nemmeno troppo caldo (quelli che somigliano più a mousse che a gelati) perché potrebbero avere un eccessivo incorporamento di aria. O avere una eccessiva dose di grassi e/o stabilizzanti.

4. Il corpo. Come i vini, anche i gelati hanno un corpo, quello che si sente, che pesa sulla lingua. Il corpo è un aspetto collegato di solito anche alla temperatura: una crema troppo leggera, cioè troppo magra, è una crema in cui si è risparmiato su latte e/o panna. Quindi sarà anche troppo fredda perché prevarrà l'acqua.

5. La struttura. Nel gelato, per definizione, ci sono dei cristalli. Devono essere finissimi, per una struttura che risulti morbida sulla lingua, liscia, spatolabile. Il gelato ben fatto ha queste caratteristiche. Che però non durano in eterno (perché sono in equilibrio acqua, zuccheri, proteine, frutta, paste di semi oleosi come nocciole o pistacchi ecc,). Quando il gelato non è fresco tende naturalmente a perdere le sue qualità, anche se è stato ben fatto. La presenza di cristalli grossi - una specie di grana di piccoli ghiacciolini - può essere indice di gelato non fresco o di una vetrina a temperatura non ottimale, perché l'acqua a poco a poco si slega e ri-cristallizza.

6. La fragranza di gusto e persistenza aromatica. Sembra banale, ma la nocciola deve sapere di nocciola, la noce di noce, il limone di limone e così via. Ogni gusto deve essere riconoscibile nella sua individualità. In gelati non davvero artigianali o comunque non ben fatti, tutte le creme tendono ad assomigliarsi, perché sono preparate a partire da basi comuni con l'aggiunta alla fine dell'ingrediente corrispondente. Un po' come cucinare con il dado: alla fine un po' tutti i piatti tendono ad essere simili. Quindi ogni gusto deve avere la sua personalità e non deve subito svanire… il sapore e aroma dovrebbe restare abbastanza a lungo in bocca.

7. Il gelato di qualità non fa ve**re sete. A volte si ha questa necessità di bere dopo aver mangiato il gelato, che invece dovrebbe essere rinfrescante, quasi dissetante. Infatti la sensazione è più forte coi gelati industriali, alcuni dei quali usano grassi vegetali. Questi ultimi, in alcuni casi, hanno un punto di fusione più alto di quello della panna («vera regina del gelato artigianale»). Sappiamo che la temperatura di un corpo umano in condizioni normali non riesce a sciogliere bene in bocca quelli vegetali ed ecco la voglia di bere.

18/04/2018

Il gelato artigianale è un prodotto tipico che ci rende famosi in tutto il mondo. L’unico passo che resta da compiere è “fare sistema” per aumentare la competitività a livello internazionale.
Il gelato, come la pizza e gli spaghetti hanno un marchio tricolore inconfondibile che ci rende (giustamente) famosi ovunque. È anche attraverso questa specialità che il nostro paese punta ad affermarsi nel mercato mondiale, riuscendoci molto bene.
Infatti la fortuna gelato artigianale è in continua crescita. Basta guardare i dati.

Secondo gli ultimi dati di Confartigianato, in Italia sono presenti 36.970 gelaterie, circa il 10% in più rispetto a cinque anni fa. il totale degli addetti che lavorano in gelateria sono circa 150.000 in Italia e 100.000 all’estero.

Il record del numero di gelaterie è in Lombardia con 6.093 laboratori, seguita dal Veneto con 3.512 ed Emilia Romagna con 3.273. Tuttavia, il maggiore tasso di crescita di gelaterie artigiane tra il 2004 e il I trimestre 2009 si registra nel centro Italia dove le gelaterie artigiane sono aumentate del 12,9% rispetto alla media nazionale del 10,9%. Le regioni più dinamiche sono il Lazio (+ 15,2%), la Puglia (+ 13,8%), Piemonte (+13,3%), Sicilia e Abruzzo (+12,%).

Un stima più riduttiva, effettuata da AIIPA, che include unicamente le gelaterie con laboratorio escludendo le rivendite di gelato, vede le presenza in Italia di circa 29.000 gelaterie, di cui 9.000 vendono solo gelato, le restanti 20.000 sono Bar-gelateria o Pasticcerie-gelaterie. All’estero la gelateria italiana si sta diffondendo velocemente e se ne annoverano circa 20.000.

Per quanto riguarda i consumi di gelato, oltre la metà (il 52,9%) è concentrata nelle regioni del Nord, dove il prodotto viene acquistato con una certa costanza durante l´intero arco dell´anno. Per contro nel Sud, dove si consuma il 29,4% del gelato italiano, le vendite sono concentrate soprattutto nel periodo estivo. Nell´Italia centrale, infine, si consuma il 17,6% di gelato italiano.
Nel 2009 è stato stimato che il livello di consumo nazionale è stato di poco superiore a 360.000 tonnellate, quasi 6 KG pro capite, per un giro di affari di 2.5 miliardi di euro, che arrivano a 3,5 miliardi di euro se consideriamo anche il settore delle macchine, attrezzature e ingredienti su cui deteniamo un primato mondiale.

Nel nostro Paese l’apertura di nuovi punti vendita sta subendo una leggera battuta d’arresto, così come nei mercati classici della UE, mentre il numero di esercizi sta conoscendo un momento di forte crescita nei paesi emergenti. Un dato importante è che il consumo di gelato si sta progressivamente destagionalizzando, anche se i picchi si registrano ancora in corrispondenza dell’andamento economico e turistico e delle stagioni a livello meteorologico.

Per completare lo scenario, consideriamo il settore che realizza gli arredamenti e le vetrine per gelaterie, importante perché produce un giro d’affari di circa 300 milioni di euro ed impiega dai 1500 ai 2000 dipendenti. Si tratta di aziende manifatturiere di piccole e grandi dimensioni il cui mercato segue l’andamento dei segmenti semilavorati e macchine.

Nell’ambito dell’Export nell’Unione Europea, il primo posto è riservato alla Germania; un trend in crescita è quello degli Stati Uniti, paesi dell’est Europa, estremo oriente e Australia.

L'ultimo salto da fare è quello che tutti gli attori della filiera del Gelato si uniscano nel fare "Sistema". Ciò non avviene ancora del tutto a causa di innumerevoli micro-imprenditorialità indipendenti, pluralità di associazioni di categoria, mancanza di una strategia di comunicazione consistente e comune e mancanza di trasparenza. Eppure non esiterebbero mai tutte queste gelaterie senza l’industria e al contempo non esiterebbe l’industria senza tutte queste gelaterie. E il gelato artigianale non sarebbe considerato un prodotto del Made in Italy, ma rimarrebbe un prodotto di nicchia all’interno del sistema alimentare italiano.

18/12/2017

I nuovi artigiani con la “base” industriale

Ma il gelato si fa anche in un altro modo. Ci sono preparati chiamati “base” che contengono oltre ad addensanti ed emulsionanti, proteine, zucchero, latte in polvere e aromi. Con questi preparati si ottiene il fiordilatte a cui si aggiunge la pasta di cioccolato, nocciola, pistacchio… per ottenere i gusti alla crema, o le puree per i gusti frutta. I semilavorati sono suddivisi in tre categorie: a basso, medio o ad alto dosaggio e permettono, in funzione del dosaggio, di accelerare i tempi di lavorazione.

I finti artigiani

Chi usa i semilavorati ad alto dosaggio riduce al minimo il lavoro perché basta aggiungere al prodotto l’acqua, trasferire nel mantecatore la miscela e ottenere un gelato pronto da esporre in vetrina. L’esito è assicurato, probabilmente i colori sono anche vivaci ma il cono non supera la prova del palato. Per gli artigiani i preparati industriali nella forma più semplice (emulsionanti e addensanti) sono un aiuto che non inficia la qualità del prodotto. Diverso è quando si usano preparati quasi completi che permettono di dare la patente di artigiano anche a persone che non hanno mai fatto questo mestiere.

25/11/2017

Gelato i benefici per la salute
alimento sano….molto spesso considerato alla pari di un dolce.

Un buon gelato artigianale contiene una percentuale di grassi pari all’8% circa, ricco di proteine,vitamine, sali minerali.

pausa pranzo : Il gelato presenta maggiori vantaggi rispetto ad un classico panino, nutre,rinfresca ed è di facile digestione;
disseta più di un bicchier d’acqua;
consumare un goloso gelato rende più allegri, secondo un recente studio infatti 1 cucchiaio di gelato “accende” gli stessi centri del piacere del cervello stimolati anche dall’ascolto della nostra musica preferita, anche alcune caratteristiche del gelato come la temperatura,la consistenza e lo sciogliersi in bocca sono legate a sensazioni emotive;
fornisce al nostro organismo nutrienti fondamentali come calcio e vitamina B;
è un cibo ad indice glicemico basso, quindi adatto anche ai diabetici;
la frutta con cui viene realizzato contiene antiossidanti;
la crema proteine;
contiene anche fosforo utile per i muscoli;
il lattosio e il saccarosio sono importanti per il metabolismo dei globuli rossi e il tessuto nervoso;
alcuni gusti sono ricchi di omega 3 che combatte l’invecchiamento cellulare;
ottimo per chi pratica sport, per reintegrare i liquidi persi durante l’attività fisica con i sali minerali e l’acqua contenuta;
il glucosio viene assorbito dall’organismo lentamente e trasformato in grassi, da cui ricaviamo energia.
Quindi Parliamone… per chi pensa che sia un cibo prettamente estivo, e che mangiarlo in inverno sia strano, è esattamente il contrario per che i benefici apportati valgono tutto l’anno.

08/09/2017

Il gelato, se genuino, può essere assolutamente compreso in un regime alimentare bilanciato mirato a mantenere l’organismo in perfetta salute. Non a caso esiste anche una dieta del gelato che, per quanto contestata (come spesso succede nel caso delle diete) dà via libera al consumo di questo alimento che contiene molte proprietà benefiche. Oggi ci concentriamo sui falsi miti del gelato: quali sono?
falsi miti gelato
1. Il gelato senza zucchero va bene se si è a dieta
Attenzione: nessun tipo di gelato è senza zucchero, anche quello che vi viene spacciato come tale. Lo zucchero è un anticongelante e dunque non può non essere presente nel gelato il cui consumo deve essere limitato, soprattutto nei casi in cui si stia seguendo un regime alimentare mirato al dimagrimento.
► LA DIETA DEL GELATO

2. Il gelato nei pozzetti è più genuino
Falso, occorre sapere scegliere tra il gelato artigianale, generalmente più genuino, e quello invece ricco di coloranti artificiali che appesantiscono l’organismo. Ma la differenza non è tra gelato conservato nei pozzetti e quello conservato nelle classiche vaschette.
3. Il gelato fa ingrassare
Anche questo può essere considerato uno dei falsi miti sul gelato. Ovvio che occorre focalizzare due punti essenziali. Intanto non bisogna esagerare con il consumo di gelato, perché è comunque alimenti ricco di calorie e quindi non può essere consumato tutti i giorni; poi occorre affidarsi ai gusti più leggeri, per esempio frutta e yogurt magro.
4. Il gelato alla soia è meno calorico
Erroneamente si tende a pensare che il gelato alla soia sia quello più adatto da mangiare quando si è a dieta. Non è propriamente così, perché la soia è di per sé una leguminosa molto calorica e quindi, a meno che non si usino zuccheri adatti in sostituzione del saccarosio, un gelato alla soia può essere molto più calorico di un sorbetto al limone, per esempio.
► DENTI IPERSENSIBILI: GLI ITALIANI RINUNCIANO AL GELATO
5. Il gelato può sostituire un pasto
Nella dieta del gelato può essere così ma gli esperti avrebbero di che ridire, sottolineando di come il gelato non possa sostituire un pasto completo e pensare di farlo sarebbe un torto per la salute dell’organismo.
medicinalive

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