22/08/2026
Al mercato di Porta Portese si va all’alba; meglio ancora: prima dell’alba, ancora nelle propaggini della notte, con pile e lampade nell’oscurità, per intercettare la mercanzia nel momento in cui viene scaricata dai camion e iniziano a metterla sui banchi. Va individuata subito la mandata buona, la provenienza da casa e famiglia prestigiosa.
Sui banchi arrivano soprattutto gli svuotamenti di case in seguito a morte di parente o genitore, i rigattieri riversano le interiora di una casa e di una vita: i migliori sono quelli che non hanno neppure compiuto una cernita, riversano tutto (indumenti, libri, suppellettili, intero contenuto di armadi e cassetti) così come hanno svuotato e liberato l’appartamento (gli eredi hanno sempre fretta, presto non ce la fanno più e fanno portare via tutto).
I migliori svuota cantine di Roma hanno un banco a Porta Portese. Ognuno degli acquirenti, al buio, affidandosi alla fortuna, si impossessa al volo di un collo o di uno spazio di osservazione ed è regola non scritta, ferrea, che nessuno deve intromettersi: mai introdurre le mani o, peggio ancora, afferrare qualcosa nella scatola che sta guardando un altro. Al limite si può sbirciare l’altro (tra acquirenti non ci si parla e ci si odia, si evita addirittura di far luce all’altro) e si teme sempre con rabbia e rimpianto che gli è capitata la scatola migliore.
Il mercato di Porta Portese è sempre da non perdere: un’occasione preziosa per trovare pezzi unici a prezzi impensabili. Sopra una ceramica di Ettore Sottass della serie Yantra.
All’ultima Porta Portese ho visto il mio vicino tenere già in mano una ceramica di Sottsass (una Yantra Y/26, meravigliosa). Il fatto che da lì a poco avrei trovato una delle agendine Campari di Munari non mi avrebbe consolato. La seconda mossa, appena si inizia a capire che si tratta di una buona mandata, è domandare: «Quanto viene qui la roba?». In genere due le risposte: la migliore (come una grazia): «2 euro al pezzo». La più perfida: «Dipende da cosa prendi». La ceramica di Sottsass faceva parte di un banco tutto a 2 euro.
Articolo uscito sul numero di Marie Claire Maison di giugno 2026