04/06/2022
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Anche il CNA ha lanciato l'allarme sulla situazione in cui versa il comparto edilizio a causa del blocco della cessione dei crediti legati ai bonus. I dati pubblicati, frutto di un'indagine su un campione altamente rappresentativo, mettono in luce un panorama desolante: 33 mila imprese artigiane sono a rischio fallimento, 150 mila dipendenti stanno per perdere il posto di lavoro, 60 mila imprese che hanno effettuato lo sconto in fattura, per un totale di 2,6 miliardi di euro, si trovano con cassetto fiscale pieno di crediti non monetizzati.
Per non essere schiacciate dalla mancata cessione dei crediti, quasi un’impresa su due sta pagando in ritardo i fornitori, il 30,6% rinvia tasse e imposte e una su cinque non riesce a pagare i collaboratori. Il 47,2% delle imprese dichiara di non trovare soggetti disposti ad acquisire i crediti mentre il 34,4% lamenta tempi di accettazione dei documenti contrattuali eccessivamente lunghi.
A causa dei continui provvedimenti normativi gli operatori finanziari hanno bloccato gli acquisti e ad oggi i crediti in attesa di accettazione superano i 5 miliardi e di questi circa 4 miliardi si riferiscono a prime cessioni o sconti in fattura.
Stiamo andando incontro a una gravissima crisi economica e sociale e il governo anziché rispondere elargendo "bonus- tampone" da 200 euro per permettere di pagare bollette che resteranno salatissime a famiglie che continueranno a vivere in case energivore, dovrebbe agire tempestivamente per far sì che la dipendenza energetica del nostro Paese diminuisca, sostenere la realizzazione di impianti che utilizzino fonti alternative al gas, far sì che le famiglie non debbano far fronte a costi in bolletta inaccettabili, salvaguardare i posti di lavoro ed evitare il tracollo migliaia di imprese.
Per il bene di tutto il Paese il Governo dovrebbe smettere di sabotare le misure volute dal Parlamento, sedersi al più presto a un tavolo di confronto con le parti sociali e le banche e insieme trovare una soluzione costruttiva che permetta lo sblocco immediato della cessione dei crediti. Ce lo ha chiesto anche l’Unione Europea invitandoci a rendere strutturali i bonus edilizi per proseguire spediti nel programma di riqualificazione energetica degli immobili e prepararci ai tempi duri che verranno.
Non perdiamo ulteriormente tempo prezioso