04/04/2026
30° ANNIVERSARIO : Tra Tappeti ed Orizzonti Persiani
L’Inizio di Tutto
Tanti sono gli anni passati da quando, appena venticinquenne, ho iniziato questo bellissimo viaggio. In realtà, il seme era stato gettato ancora prima, tra i banchi di scuola. Ricordo nitidamente le parole di un compagno di classe: “Sai, ho un amico che viene da Roma e avrebbe bisogno di aiuto per allestire uno stand di tappeti...”. Non potevo sapere che quel momento, nato quasi per caso negli anni Ottanta tra fiere ed esposizioni in Piemonte, mi avrebbe cambiato la vita per sempre.
Il Debito di Gratitudine
Il mio ringraziamento più profondo va, prima di tutto, all’Iran e al suo popolo. Una nazione di immensa cultura, generosità ed empatia. Dagli iraniani ho imparato a guardare oltre la superficie, maturando la capacità di distinguere ciò che conta davvero da ciò a cui diamo, spesso, troppa importanza.
Il Primo Impatto: Tehran, 1998
Era il mese di giugno del 1998 quando, giovane ed entusiasta, mi ritrovai per la prima volta da solo, quasi spaesato, nel vecchio aeroporto Mehrabad di Tehran. Ricordo un arrivo quasi traumatico: un ambiente buio, l'aria densa di smog e il controllo serrato. Intorno a me, scene di un'intensità travolgente: donne in chador che piangevano di gioia riabbracciando i parenti e una folla di tassisti improvvisati ed insistenti che cercavo, quasi comicamente, di dissuadere offrendo loro qualche Tuman.
Nonostante l'impatto, non mi scoraggiai ed ebbi ragione: fu l'inizio di uno dei viaggi più formativi della mia vita. Da allora non ho mai smesso di tornare, vivendo ogni volta un’esperienza unica. Tehran, Esfahan, Shiraz, Yazd, Hamedan, Tabriz, Nain, Sanandaj, Qom, Kashan, Mashad, le catene montuose dello Zagros ad ovest ed i monti Alborz a nord, la costa del Mar Caspio ed altri innumerevoli luoghi e situazioni che porto sempre vivi in me.
Un Popolo Oltre la Storia
Negli anni ho visto un Paese crescere con fierezza, nonostante le enormi difficoltà politiche ed economiche. Ho ammirato un popolo orgoglioso delle proprie radici, come dimostra la partecipazione molto sentita ad antiche tradizioni tra cui quella legata al festeggiamento del capodanno secondo il rito Zoroastriano. Ho sempre pensato che, in fondo, il mondo abbia molto più da imparare dall’Iran che da insegnargli. Chi lo conosce davvero sa quale meraviglia si celi nella sua Musica, nella sua Poesia e nella sua Arte.
Un Presente Difficile, Una Speranza Certa
Oggi l'Iran attraversa momenti drammatici e, per me, quasi inimmaginabili. Fa male non poter sentire gli amici, saperli in pericolo e vedere quei luoghi tanto cari colpiti dalla violenza.
Ma la speranza è anche una certezza: torneremo presto a mangiare il chelo kabab e a fumare il Galiun nei giardini di Esfahan questa volta fieri della loro autodeterminazione.
Nelle immagini alcuni momenti di questi 30 anni.