Centro Occupato Autogestito T28

Centro Occupato Autogestito T28 Via dei Transiti 28 Milano

03/05/2020

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Centro Occupato Autogestito T28

25/04/2020

Massima diffusione!
25/04/2020 - Su quanto è successo oggi a Milano Nord
Siamo un gruppo di antifascist* del quartiere e vorremmo spendere due parole su quanto accaduto. Mentre alcun* di noi portavano dei fiori alle lapidi dei partigiani del quartiere, rispettando le norme sanitarie (mascherine e distanza), in via Dogali, siamo stati accerchiati e caricati senza alcun motivo.
Tra di noi c’erano un padre con una bambina piccola e una persona anziana. Dopo che la Polizia ha detto che ci si poteva allontanare, siamo andati verso la lapide di Via Celentano per concludere il giro. Una volta deposti i fiori, stavamo andando via. A quel punto, siamo stati nuovamente aggrediti, ancora senza motivo, da parte delle forze dell’ordine che hanno preso uno dei nostri compagni, di cui non abbiamo ancora notizie.
Altri compagni e persone del quartiere sono accorsi a portare solidarietà. In risposta, è stata chiamata la celere. Dopo un’ora di accerchiamento e tensione, siamo riusciti ad andarcene. Situazioni simili sono accadute anche in altre zone della città.
I fatti di oggi dimostrano come qualsiasi forma di dissenso venga repressa con la scusa dell’emergenza sanitaria, persino rivendicare la lotta partigiana contro il nazifascismo. La reazione spropositata da parte delle forze dell’ordine in questo periodo è un’evidenza della loro volontà di stringere sempre più il controllo e limitare le libertà, accusando persone singole per non assumersi le loro responsabilità riguardo questo disastro sanitario.
In un momento in cui il Governo programma quando riaprire le aziende, quando rimandarci a lavorare, noi dobbiamo rivendicare la nostra libertà di autodeterminarci e di vivere le città e gli spazi, incluso il commemorare chi è mort* per questa libertà.

Antifascist* del quartiere

Basta spese militari.Basta con questo asfissiante controllo sociale.Basta morti in mare e ai confini della fortezza Euro...
11/04/2020

Basta spese militari.
Basta con questo asfissiante controllo sociale.
Basta morti in mare e ai confini della fortezza Europa.
Basta miseria.
Basta sfruttamento e disuguaglianze.
Casa, reddito, dignità e giustizia sociale per tutti e tutte.

Appunti di quarantena da Via dei Transiti 28, COA T28 MILANO.

Che il mondo si basasse su sfruttamento, squilibri e disuguaglianze è sempre stato ovvio per chi lotta, si organizza e si batte per la giustizia sociale. La crisi globale che viviamo oggi ha messo sotto gli occhi di tutt* questa profonda iniquità del sistema economico, sociale e politico.
La pandemia in corso ha scoperto le carte sul tavolo: il neoliberismo che le élite politiche e industriali difendono e ci propinano come unico modello di vita possibile non è altro che un meccanismo avido ed egoista basato su strategie volte ad arricchire pochi, affamando molti.

Oggi infatti capiamo cosa comportano le spese militari a discapito di quelle sanitarie, a cosa porta l'infiltrazione mafiosa negli ospedali e nelle maglie dello Stato, cosa succede quando si privatizza il settore pubblico; capiamo i costi della precarizzazione e deregolamentazione del mercato del lavoro e dello smantellamento dello stato sociale.

É chiaro come i responsabili di tutto ciò vadano ricercati nei palazzi di governo, nei dirigenti di Confindustria, nei consigli di amministrazione delle fabbriche nazionali e multinazionali. Profitti, sfruttamento, opportunismo, repressione: ecco le loro parole d’ordine.

A fronte di questa crisi sanitaria ed economica propongono ridicoli sussidi (che oltretutto escludono occupanti, senza fissa dimora e precari/e), riempiono le strade di polizia, colpevolizzano chi passeggia o porta fuori il cane… unica eccezione: la spesa! Non possono certo ammettere le vere cause dei disastrosi effetti sociali della pandemia: la globalizzazione economica, che ferma le persone ma non le merci; la crisi abitativa, che obbliga troppi individui a condividere spazi angusti; e di nuovo, i tagli alla sanità, che ci lasciano priv* degli strumenti per combattere il virus, le spese militari per guerre inutili, la totale assenza di welfare che permetterebbe a chiunque una sicurezza basilare per proteggere sé e i/le altr* in momenti come questi. Se i padroni parlassero sinceramente delle vere cause di questa crisi dovrebbero sotterrarsi sotto un muro di vergogna.
Con i loro slogan "Bergamo is running" o "Milano non si ferma" hanno distorto la realtà manovrandola a loro piacimento e non si sono fermati nemmeno di fronte alla morte di migliaia di loro concittadin*. Sono ancora migliaia le aziende che continuano a lavorare in tutto il nord con la sola autocertificazione che nessuno controllerà mai, né oggi né tanto meno domani, quando sarà scongiurata questa pandemia.

E quando la crisi sanitaria sarà superata? Quando a dover convivere con le macerie di questo sistema saranno sempre gli/le stess*?
Anche qui la politica ha già la sua cieca soluzione in tasca: repressione e polizia.
Ce ne hanno già dato un assaggio: hanno distribuito in tutto il Paese militari e forze "dell'ordine", il cui ruolo non è stato chiaro fino a quando non ci sono stati i primi episodi di esproprio nei supermercati di Palermo o le rivolte nelle carceri. Nei salotti questi tentativi di alzare la testa sono stati subito sminuiti e attribuiti i primi alla mano della malavita, e le morti di carcere alle overdosi, ma sono interpretazioni classiste, cieche e conniventi di chi nega la possibilità che la disperazione si possa tramutare in esasperazione.

Le devastanti conseguenze del coronavirus sono solo l’ennesima catastrofe dovuta all’opportunismo delle classi dominanti: le migrazioni di massa, il cambiamento climatico, la forbice tra ricchezza e povertà che si fa sempre più ampia, sono tutti risultati di un mondo in mano a pochi potenti che detengono una ricchezza incalcolabile rispetto alle briciole che lasciano a chi il sistema lo sorregge dal basso.

Ci rassicurano che “andrà tutto bene”, che ci rialzeremo più forti di prima. Ma come potrebbe andare tutto bene se tornassero quelle esatte condizioni che hanno generato lo sfacelo?
Se la “normalità” è quella che ci priva del diritto alla casa, di condizioni di lavoro degne, della sanità pubblica e che ci riduce in povertà e precarietà, allora non ci andrà mai bene.

Ma è proprio questo momento di difficoltà a farci rendere conto di quant* siamo e in quali condizioni ci troviamo. Da qui dobbiamo ripartire con più forza: dobbiamo riprenderci il diritto di scegliere, di immaginare e di creare, la libertà di auto-organizzarci, perché nessuno sa meglio di noi come preferiamo gestire le nostre vite.
Perché non c'è più tempo, perché vivere la crisi oggi significa morirne.
Senza dare la possibilità a chi ha permesso e voluto tutto questo di rialzarsi.

Basta spese militari.
Basta con questo asfissiante controllo sociale.
Basta morti in mare e ai confini della fortezza Europa.
Basta miseria.
Basta sfruttamento e disuguaglianze.
Casa, reddito, dignità e giustizia sociale per tutti e tutte.

06/03/2020

OPEN THE BORDERS!
Dopo la decisione del governo Turco di aprire i confini con la Grecia, il governo greco ha dichiarato che il Paese sta venendo invaso dai richiedenti asilo e con l’appoggio dell’Unione Europea ha deciso di chiudere i confini, sospendere il diritto di asilo e mobilitare esercito e polizia contro i disperati in fuga dalla guerra.
Alla conferenza stampa tenuta dal premier greco insieme ai vertici delle istituzioni UE è stata posta in essere la narrazione secondo cui la Grecia è lo “scudo d’Europa”, da appoggiare schierando l’esercito e ogni mezzo militare contro i profughi e contro la “minaccia asimmetrica” usata dalla Turchia di Erdogan per mettere alla prova l’unità e la tenuta dell’Unione Europea.
Intanto, in linea con la retorica di Governo, in Grecia proseguono gli esercizi militari con armi pesanti su varie parti delle coste a L***o e Evros. Il nazionalismo, il fascismo e il razzismo sembrano prevalere. Secondo alcune notizie e video, si stanno organizzando squadre di “cittadini” - membri dei gruppi paramilitari – per andare a caccia dei richiedenti asilo insediati ai confini con la Turchia. Da giorni, altri “cittadini” bloccano l’arrivo dei profughi e dei migranti sulle coste, così come le auto che portano cibo ai rifugiati di Vial (Chios). Qualche giorno fa ignoti hanno appiccato fuoco al deposito di una Onlus che distribuisce beni di prima necessità ai profughi. Le organizzazioni umanitarie hanno dovuto sospendere le proprie attività per motivi di sicurezza. Questi sono solo alcuni dei casi denunciati e, purtroppo, la lista è ancora lunga. In Grecia, in Europa, niente non sarà più come prima.
Viviamo oggi in una "Fortezza-Europa" basata sulla tolleranza zero e sull’esternalizzazione della gestione delle frontiere, la stessa che nel 2016 ha stanziato 6 miliardi di euro proprio al governo di Erdogan per bloccare i migranti in arrivo dalle zone di guerra, finanziando di fatto il riarmo e le pretese egemoniche della Turchia in Medio Oriente. Un’Europa che ha sostenuto insieme alla NATO le guerre imperialiste in Iraq, Afghanistan, Siria. Un’Europa che pochi mesi fa ha assistito impassibile al massacro del popolo curdo nel Rojava, in seguito all’invasione turca nel nord della Siria. Quella stessa Turchia che detiene il secondo più grande esercito Nato, di cui l’Italia è terzo fornitore di armi dopo Usa e Spagna, che assolda e appoggia l’ISIS in chiave anti-curda e che oggi utilizza i profughi generati da anni di conflitti come nuova arma di ricatto proprio contro l’Unione Europea.
Questa Europa prova ora a cambiare il proprio paradigma, per trasformarsi in un carcere di austerity, dove ogni movimento, ogni voce che denuncia e va contro le sue scelte viene stigmatizzata. Contro le politiche dell’UE e dei suoi Stati membri dobbiamo reagire immediatamente. Dalla Grecia arrivano già voci di resistenza, contro la guerra, contro l’accordo criminale UE-Turchia, contro il nazionalismo e il razzismo. Arrivano anche le prime denunce di soldati di leva che rifiutano la guerra, la follia nazionalista, la disumanità. Ci sono già stati i primi presìdi e cortei di massa ad Atene, Salonicco, Patrasso e in quasi ogni città Greca in solidarietà coi profughi. Anche a Berlino, Barcellona e in altre città europee si è manifestato per rompere il muro di silenzio che i media mainstream e il personale politico Europeo provano a creare.
Siamo al fianco ed esprimiamo la nostra piena solidarietà al movimento contro la guerra in Grecia, ai profughi e a tutti coloro che lottano ogni giorno contro lo stato attuale delle cose. A pugno chiuso!

CONTRO L’ACCORDO UE – TURCHIA
CONTRO LA GUERRA, NAZIONALISMO E RAZZISMO
CANALI UMANITARI SUBITO

04/03/2020

E’ necessario fermare il criminale accordo UE-Turchia ed aprire immediatamente i confini ORA!

02/03/2020

La fortezza Europa: la Turchia apre i confini per ricattare l'UE, 10.000 profughi bloccati al confine greco.

tramite Atene Calling:
fino alle 11:40
1. Esercizi militari con armi vere e pesanti su varie parti delle coste in Lesvos e in Evros
2. Un bambino morto in un naufragio vicino a Lesvos. Secondo le autorità greche, i rifugiati avrebbero sgonfiato il gommone per essere tratti in salvo
3. Un rifugiato siriano secondo i media, morto in Evros (parte turca - Ipsala)
4. Rivolta nel centro di accoglienza di Moria, scontri tra rifugiati e polizia
5. Abitanti bloccano l'accesso dei rifiugiati sbarcati sull'isola nelle ultime ore, nel centro di Moria per non poter essere registrati
6. Abitanti e autorità effettuano controlli di identità al personale di ong, solidali ed altre persone
7. Uso di colore per poter rintracciare i rifugiati che attraversano i confini terrestri in Evros
8. Stato di emergenza suprema decisa ieri dal Consiglio Supremo della Difesa ed Affari Esteri
- sospensione per 1mese del diritto di presentare domande di asilo per chi arriva in Grecia da ieri (giorno della decisione presa dal KYSEA - Consiglio Supremo)
- Respingimenti colletivi ed indiscriminati per chi attraversa i confini marittimi e terrestri della Grecia, senza alcuna registrazione delle loro generalità
- Zone dichiarate rosse (alarme miiltare) in Evros e sulle isole, non accessibili a nessuno
- Comunicazione delle decisioni prese dal KYSEA all'UE, ricorso all'art. 78§3 del TFEU
- Richiesta di sostegno, invio di forze da parte di Frontex
9. Incendio doloso ieri sera allo Stage 2, centro di prima accoglienza per i rifugiati che sbarcano al nord di Lesvos e allestito da ACNUR

Giornata di Festa e di Lotta per il diritto all'abitare
21/02/2020

Giornata di Festa e di Lotta per il diritto all'abitare

15/02/2020

Indirizzo

Via Dei Transiti, 28
Milan

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