10/02/2023
Scrive il pedagogista Daniele Novara:
“Maria Montessori è la più grande pedagogista dei tempi moderni, riconosciuta unanimamente e a livello internazionale, meno nei confini italiani.
Le sue idee di libertà e autoregolamentazione infantile non si fecero ingabbiare dai dispotismi e totalitarismi del tempo (parliamo della prima metà del '900). La buona educazione è sempre una scommessa che ha un retrogusto politico quando di propone di cambiare il mondo per renderlo un luogo benevolo e favorevole ai più fragili, come i bambini e le bambine, per costruire felicità a prescindere dalle condizioni di partenza.
Purtroppo il retaggio di Giovanni Gentile sopravvive e il mondo montessoriano rischia di essere ancora tacciato di semplicismo e banalità. Questo porta ancora oggi al suo confinamento in una nicchia, come se fosse un'alternativa e non la via che tutta la scuola dovrebbe prendere.
Non sarebbe complicato diffondere il metodo montessoriano nelle scuole italiane, e quindi cosa si può fare? Insistere, chiedere sia nelle scuola private che in quelle pubbliche di dar seguito all'esistente convenzione tra Stato e Opera Nazionale Montessori, creando così sezioni montessoriane con insegnanti ben formate. Ce ne sarebbe tanto bisogno, specialmente in questi tempi di narcisismo e guerra.”
Maria Montessori è la più grande pedagogista dei tempi moderni, riconosciuta unanimamente e a livello internazionale, meno nei confini italiani.
Le sue idee di libertà e autoregolamentazione infantile non si fecero ingabbiare dai dispotismi e totalitarismi del tempo (parliamo della prima metà del '900). La buona educazione è sempre una scommessa che ha un retrogusto politico quando di propone di cambiare il mondo per renderlo un luogo benevolo e favorevole ai più fragili, come i bambini e le bambine, per costruire felicità a prescindere dalle condizioni di partenza.
Purtroppo il retaggio di Giovanni Gentile sopravvive e il mondo montessoriano rischia di essere ancora tacciato di semplicismo e banalità. Questo porta ancora oggi al suo confinamento in una nicchia, come se fosse un'alternativa e non la via che tutta la scuola dovrebbe prendere.
Non sarebbe complicato diffondere il metodo montessoriano nelle scuole italiane, e quindi cosa si può fare? Insistere, chiedere sia nelle scuola private che in quelle pubbliche di dar seguito all'esistente convenzione tra Stato e Opera Nazionale Montessori, creando così sezioni montessoriane con insegnanti ben formate. Ce ne sarebbe tanto bisogno, specialmente in questi tempi di narcisismo e guerra.
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Questo post è tratto da un articolo pubblicato sul Messaggero di sant'Antonio.