09/09/2026
Stiamo diventando davvero più ricchi o più poveri?
La risposta non è mai stata così complessa.
In un'ottima analisi su Il Sole 24 Ore, l’economista L. Becchetti evidenzia come il nostro potere d'acquisto sia oggi conteso tra due forze opposte: la deflazione tecnologica e la scarsità energetica.
1. Il digitale crea abbondanza
Un computer oggi costa una cifra simile a quella di 30 anni fa, ma include potenza di calcolo, intelligenza artificiale, motori di ricerca e strumenti di comunicazione avanzati. Se misurassi il prezzo per unità di servizio o di calcolo, la caduta dei prezzi sarebbe impressionante. Il digitale offre strumenti potentissimi a costi minimi o nulli, generando un effetto redistributivo positivo.
2. La geopolitica genera scarsità
Al contrario, quando rincarano l'energia e i beni alimentari a causa di shock geopolitici, l'impatto è drammaticamente regressivo.
I dati della disuguaglianza (Bankitalia 2024):
Il 20% delle famiglie con minore capacità di spesa destina il 33,5% del proprio bilancio a cibo ed energia.
Il 20% più abbiente vi destina solo il 18,5%.
Quando si verificano shock energetici (come a dicembre 2022, con l'energia a +64,7%), chi ha un reddito basso si impoverisce a un ritmo molto più rapido.
La lezione per la politica economica
I bonus o i sussidi temporanei non risolvono il problema alla radice. La vera misura anti-inflazionistica consiste nel ridurre strutturalmente il costo dei beni di base.
Sostituire il gas importato con fonti rinnovabili (solare ed eolico hanno costi operativi bassi e prevedibili) e sbloccare la burocrazia autorizzativa significa proteggere i redditi più bassi e dare stabilità alle imprese.
La vera sfida oggi è governare entrambe le facce del cambiamento: sfruttare l'innovazione tecnologica per ridurre i prezzi dei servizi ed evitare che la scarsità energetica generi nuove disuguaglianze.