09/06/2026
"LO SCRITTOIO DEL POETA: VERSI INCISI NEL LEGNO"
Un uomo sulla cinquantina, con occhiali spessi e aria sognante, entra nel mio laboratorio.
"Salve, sono Mastro Roberto. Come posso aiutarla?"
L'uomo si presenta: "Sono Matteo, insegno letteratura. Ho con me lo scrittoio di mio padre, era un poeta."
Indica un mobile coperto da un telo nel suo furgoncino. Lo portiamo dentro con cura.
Tolto il telo, appare uno scrittoio in stile liberty, ma in condizioni pietose: il legno è sbiadito, i cassetti sono bloccati, l'impiallacciatura si solleva in più punti.
"Mio padre ha scritto tutte le sue poesie su questo scrittoio. Vorrei usarlo per le mie lezioni di poesia. È possibile salvarlo?"
Esamino il mobile con attenzione. "Sarà un lavoro delicato, ma possiamo ridare vita a questo testimone di versi."
Nei giorni seguenti, mi immergo nel restauro con riverenza.
Riparo l'impiallacciatura con cura, preservando le venature originali del legno.
Sblocco i cassetti inceppati, scoprendo fogli ingialliti con versi scritti a mano.
Ravvivo il legno con olii naturali, facendo risplendere le sue calde tonalità.
Al ritorno di Matteo, lo scrittoio sembra rinato. Il suo volto si illumina di meraviglia.
"È... è straordinario! Riesco quasi a sentire la voce di mio padre!"
Matteo passa la mano sul piano, sussurrando: "Qui c'è una piccola tacca... è dove papà appoggiava sempre la sua penna preferita."
Mi racconta di notti insonni di suo padre, di versi sussurrati nell'oscurità, di emozioni trasformate in parole su quel piano.
"Questo scrittoio non era solo un mobile, era il confidente silenzioso di mio padre."
Il giorno della prima lezione con lo scrittoio restaurato, Matteo mi invita ad assistere.
Gli studenti sono affascinati dalla storia del mobile e dalla poesia che ha custodito.
Matteo appoggia un foglio sul piano lucido. "Oggi scriveremo nuove poesie, ispirati da questo testimone di creatività."
Osservo gli studenti che si avvicinano con reverenza, toccando il legno come per assorbire l'ispirazione.
In quel momento, comprendo ancora una volta il valore del mio lavoro.
Non ho solo restaurato un mobile, ho contribuito a mantenere viva una tradizione poetica, un legame tra passato e futuro.
In ogni fibra di quel legno rinato vibrano versi antichi, pronti a ispirare nuove generazioni di poeti.