Parravicini Pietro SNC Pellet-Legna da ardere-Tronchetti

Parravicini Pietro SNC Pellet-Legna da ardere-Tronchetti Produzione e vendita tronchetti in faggio, legna da ardere, pellet certificato, legna per pizzerie,

Vendita al dettaglio di pellet certificato, legna da ardere, bricchetti e accendifuoco; consegna a domicilio

“𝐒𝐞 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚 𝐩𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐧𝐨𝐧 𝐥𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚?”È una domanda che sentiamo spesso.E la risposta che circola...
03/06/2026

“𝐒𝐞 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚 𝐩𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐧𝐨𝐧 𝐥𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚?”

È una domanda che sentiamo spesso.

E la risposta che circola sui social è quasi sempre la stessa:

“Abbiamo boschi ovunque. Basterebbe usare il legno italiano e il problema sarebbe risolto.”

Sembra logico.

Ma è davvero così semplice?

Partiamo dai numeri.

Nel 2025 il consumo italiano di pellet è stato stimato in oltre 3 milioni di tonnellate.

La produzione nazionale certificata ENplus è stata di circa 432.000 tonnellate.

Anche considerando la produzione non certificata, l’Italia arriva complessivamente a circa 500.000 tonnellate.

Tradotto:

produciamo in Italia soltanto circa il 15% del pellet che consumiamo.

Il restante fabbisogno, oltre 2,5 milioni di tonnellate, deve essere coperto principalmente con approvvigionamenti dall’estero.

E allora la domanda diventa ancora più interessante:

𝐬𝐞 𝐥’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐡𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐛𝐨𝐬𝐜𝐡𝐢, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐬𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐞?

L’Italia ha oltre 11 milioni di ettari di foreste, quasi il 40% del territorio nazionale.

Quindi il legno non manca?

Il punto è che avere molti boschi non significa automaticamente avere milioni di tonnellate di materia prima pronta per diventare pellet.

Il pellet può essere prodotto da legno vergine idoneo, ma una parte fondamentale della produzione nasce dalla valorizzazione dei residui della lavorazione del legno:

* segatura;
* trucioli;
* sottoprodotti delle segherie;
* residui puliti dell’industria del legno.

In altre parole, il pellet non dipende solo da quanti alberi abbiamo.

Dipende da quanto legno viene gestito, tagliato in modo sostenibile, trasportato, segato e trasformato in Italia.

Ed è proprio qui che emerge il limite della nostra filiera.

𝐀𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐛𝐨𝐬𝐜𝐡𝐢.

𝐌𝐚 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐢𝐥𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐢𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐩𝐨𝐜𝐨 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐚𝐭𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐟𝐚𝐛𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨.

Oggi solo poco più del 15% della superficie forestale italiana è interessata da piani di gestione.

Il prelievo di legno dai nostri boschi è molto inferiore alla crescita annuale delle foreste e molto più basso rispetto alla media europea.

Inoltre, negli anni sono diminuite segherie e infrastrutture necessarie per lavorare il legno in modo continuativo e organizzato.

Il risultato?

Molti boschi, ma poca filiera.

E poca filiera significa:

meno lavorato in Italia;
meno tavole e semilavorati;
meno segatura e residui disponibili;
meno pellet prodotto nel nostro Paese.

Per questo non basta dire:

“Apriamo qualche fabbrica di pellet in più.”

Una fabbrica senza una disponibilità costante di materia prima non risolve il problema.

Per produrre davvero più italiano servirebbero:

* più gestione pianificata e sostenibile;
* più infrastrutture per lavorare i boschi;
* più imprese forestali organizzate;
* più segherie e impianti di prima trasformazione;
* più disponibilità costante di e residui puliti;
* una filiera italiana più forte, dall’albero al prodotto finito.

E qui arriviamo al punto che probabilmente farà discutere.

C’è chi dice:

“Importiamo pellet dall’ mentre lasciamo inutilizzati i nostri boschi.”

E c’è chi risponde:

“Tagliare più legno significa distruggere le nostre foreste.”

Ma forse la domanda giusta non è:

“Tagliare o non tagliare?”

La vera domanda è:

“Possiamo gestire meglio i nostri boschi, in modo sostenibile, producendo più valore in Italia e dipendendo meno dall’estero?”

Perché un bosco lasciato senza gestione non è automaticamente un bosco tutelato meglio.

E una gestione forestale fatta con regole, pianificazione e controlli non significa distruggere il patrimonio naturale.

Significa utilizzare responsabilmente una parte della crescita del bosco, mantenendolo curato, produttivo e vivo nel tempo.

Nel frattempo, i numeri restano questi:

oltre 3 milioni di tonnellate consumate in Italia;
circa 500.000 tonnellate prodotte in Italia;
oltre 2,5 milioni di tonnellate da reperire principalmente fuori dai nostri confini.

Ecco perché, quando il mercato europeo si restringe, quando alcuni Paesi esportano meno o quando la domanda aumenta improvvisamente, l’Italia è tra i Paesi più esposti.

𝐍𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐚𝐥𝐥𝐚𝐫𝐦𝐢𝐬𝐦𝐨.

𝐍𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐥𝐨𝐠𝐚𝐧.

𝐄̀ 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐢𝐥𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞, 𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐚 𝐜𝐨𝐩𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐟𝐚𝐛𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨.

E adesso vogliamo sapere la vostra opinione:

secondo voi l’Italia dovrebbe investire di più nella gestione sostenibile dei propri boschi e nella produzione nazionale di pellet?

Oppure è giusto continuare a dipendere in larga parte dalle importazioni?

Scrivetelo nei commenti.

Fonti: AIEL – Mercato italiano del pellet 2025; AIEL – Filiera legno-energia; MASAF – Dati sulla filiera forestale italiana.

📍 Parravicini Pietro snc

30/05/2026

Lunedì 1 Giugno e Martedì 2 Giugno saremo chiusi!

⚠️ 𝐏𝐄𝐋𝐋𝐄𝐓 𝐎𝐍𝐋𝐈𝐍𝐄 𝐄 “𝐆𝐑𝐎𝐒𝐒𝐈𝐒𝐓𝐈” 𝐀 𝐏𝐑𝐄𝐙𝐙𝐈 𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐈: 𝐅𝐀𝐓𝐄 𝐀𝐓𝐓𝐄𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄Ogni anno, soprattutto quando il   aumenta o scarseg...
29/05/2026

⚠️ 𝐏𝐄𝐋𝐋𝐄𝐓 𝐎𝐍𝐋𝐈𝐍𝐄 𝐄 “𝐆𝐑𝐎𝐒𝐒𝐈𝐒𝐓𝐈” 𝐀 𝐏𝐑𝐄𝐙𝐙𝐈 𝐈𝐌𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐈: 𝐅𝐀𝐓𝐄 𝐀𝐓𝐓𝐄𝐍𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄

Ogni anno, soprattutto quando il aumenta o scarseggia, compaiono offerte online con prezzi troppo bassi per essere veri.

Non parliamo solo delle classiche truffe con pagamento anticipato, dove il pellet non arriva mai.

Oggi ci sono anche presunti “grossisti” che propongono camion interi, consegne in tutta Italia e addirittura pagamento allo scarico, quindi apparentemente sicuro.

𝐌𝐚 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐞 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨, 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐳𝐢 𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐨 𝐢𝐫𝐫𝐢𝐬𝐨𝐫𝐢 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐨𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐢 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐬𝐞𝐫𝐢.

In alcuni casi queste operazioni possono essere collegate a frodi fiscali, IVA non versata, triangolazioni poco chiare o acquisti intracomunitari gestiti in modo irregolare.

Qualcuno potrebbe dire:

“𝐄𝐡 𝐦𝐚 𝐚 𝐦𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐚? 𝐈𝐥 𝐩𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭 𝐦𝐢 𝐞̀ 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐨! 𝐇𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚!”

Il punto è proprio questo: non basta che la merce arrivi.

Se vi fate intestare una fattura da un presunto grossista che vende a prezzi irrealistici, e dietro ci sono frodi IVA, società fittizie o passaggi poco chiari, potreste comunque finire dentro controlli o contestazioni.

Chi compra in buona fede non è automaticamente un , ma potrebbe dover dimostrare di aver fatto le verifiche minime.

Prima di acquistare, controllate sempre:

✅ azienda reale
✅ sede verificabile
✅ partita IVA attiva e da quanto
✅ fattura regolare
✅ documenti di trasporto chiari
✅ merce certificata e tracciabile
✅ pagamenti tracciabili
✅ prezzo coerente con il mercato

Perché quando il è troppo basso, il problema non è solo se il pellet arriva.

Il problema è cosa c’è dietro.

Non guardate solo il prezzo al sacco.
Guardate chi ve lo sta vendendo.

𝐀𝐟𝐟𝐢𝐝𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐚 𝐮𝐧’𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐚 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐞, 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐝𝐞, 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚, 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐞𝐩𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐝𝐨𝐜𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐫𝐢, 𝐞̀ 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐚.

🔥 Parravicini Pietro SNC
Dal 1973 riscaldiamo le vostre case.

𝐈𝐥 𝐩𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭 𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐢𝐧 𝐈𝐫𝐚𝐧? 𝐍𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐚𝐥𝐞.In questi giorni si parla molto di guerre, pe...
26/05/2026

𝐈𝐥 𝐩𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭 𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐢𝐧 𝐈𝐫𝐚𝐧? 𝐍𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐚𝐥𝐞.

In questi giorni si parla molto di guerre, petrolio, energia e tensioni internazionali.

Ma quando parliamo di bisogna partire da una cosa semplice:

𝐈𝐥 𝐩𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭 𝐧𝐨𝐧 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐩𝐞𝐭𝐫𝐨𝐥𝐢𝐨.
𝐈𝐥 𝐩𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐞 𝐝𝐚𝐥 𝐥𝐞𝐠𝐧𝐨.

E oggi uno dei problemi più grandi è proprio la filiera del .

Il pellet viene prodotto principalmente valorizzando residui di lavorazione: segatura, trucioli e sottoprodotti delle segherie.

Quindi il ragionamento è molto semplice:

𝐬𝐞 𝐥𝐞 𝐬𝐞𝐠𝐡𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐦𝐞𝐧𝐨, 𝐜’𝐞̀ 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐬𝐞𝐠𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚;
𝐬𝐞 𝐜’𝐞̀ 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐬𝐞𝐠𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚, 𝐬𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐜𝐞 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭;
𝐬𝐞 𝐬𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐜𝐞 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭, 𝐢𝐥 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐭𝐞𝐬𝐨.

Negli ultimi anni il settore del legno ha vissuto una fase difficile.

Nel 2024 la produzione europea di segato di conifera è stimata a circa 99 milioni di m³, contro 110,5 milioni di m³ nel 2021: circa 11,5 milioni di m³ in meno, pari a circa -10%.

Allo stesso tempo il costo dei tronchi è aumentato molto: in alcune aree europee, tra 2020 e 2022, i tronchi da segheria sono cresciuti anche del +80/+90%. In Svezia, nel 2024, i prezzi dei tronchi risultavano più che raddoppiati rispetto al 2020.

E in Italia il sistema legno ha mostrato segnali di difficoltà: nel 2024 le ore di cassa integrazione autorizzate per il codice contributivo legno sono state circa 18,5 milioni, in aumento del +21,3% rispetto al 2023.

Questo significa una cosa molto concreta:

meno legno lavorato = meno .
Meno segatura = meno pellet.

Per questo ridurre tutto alla guerra in Iran è sbagliato.

La vera causa è più profonda: il mercato del pellet dipende dalla disponibilità di materia prima, dai costi del legno, dalla produzione delle segherie e dalla domanda europea.

Noi non vogliamo creare allarmismo.
Vogliamo spiegare cosa sta succedendo davvero.

Oggi il valore non è solo il prezzo.
Il vero valore è avere disponibilità quando arriverà il freddo.

𝐂𝐡𝐢 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐚𝐮𝐫𝐚.
𝐂𝐨𝐦𝐩𝐫𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐡𝐚 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚 𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐥𝐢𝐞𝐫𝐚.

𝐏𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭 : 𝐢𝐥 𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀!Negli ultimi anni il mercato europeo del   è cambiato profondamente....
20/05/2026

𝐏𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭 :
𝐢𝐥 𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀!

Negli ultimi anni il mercato europeo del è cambiato profondamente.

L’Italia 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐚 oltre 𝟑 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐭𝐨𝐧𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚𝐭𝐞 di pellet all’anno, ma ne 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐜𝐞 internamente solo una parte limitata: circa 432.000 tonnellate certificate ENplus, quasi 𝟓𝟎𝟎.𝟎𝟎𝟎 𝐭𝐨𝐧𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚𝐭𝐞 considerando anche la produzione non certificata.

Questo significa che il nostro mercato dipende ancora in gran parte dall’estero.

E anche all’ la situazione è sempre più complicata.

La Polonia, che in passato era un Paese esportatore, sta aumentando molto i propri consumi interni e si sta avvicinando a diventare un Paese importatore. I produttori del Nord Europa e dell’Est trovano spesso più conveniente servire mercati più vicini come Polonia, Germania e Paesi limitrofi, invece di spingere il prodotto fino in Italia.

In più, il pellet Russo e Bielorusso non arriva più regolarmente sul mercato europeo a causa delle , mentre l’Ucraina non può garantire la continuità di fornitura degli anni precedenti.

Il risultato è semplice: 𝐜’𝐞̀ 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚.

Qualcuno potrebbe dire:
“Ma oggi il pellet si trova.”

È vero. Oggi il pellet si trova perché molti rivenditori seri si sono mossi per tempo, acquistando e stoccando materiale prima dell’arrivo del .

𝐌𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐮𝐬𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐪𝐮𝐢𝐥𝐥𝐨.

Il magazzino pieno a inizio stagione non garantisce automaticamente la disponibilità nei mesi più freddi. Chi lavora nel settore sa bene che il problema non si vede quando i magazzini sono pieni, ma quando migliaia di clienti iniziano a ordinare tutti insieme, con il freddo già arrivato.

Lo scorso inverno lo abbiamo visto concretamente anche noi: in alcuni periodi siamo rimasti senza pellet. Non perché non volessimo venderlo, ma perché il prodotto disponibile sul mercato era limitato.

Con l’arrivo del freddo e l’aumento improvviso della domanda, è molto probabile che questa situazione si ripeta.

Per questo oggi acquistare per tempo non significa solo cercare un prezzo migliore.
Significa soprattutto mettere al sicuro la disponibilità per l’inverno.

Il pellet oggi si trova perché i rivenditori si sono mossi prima. Non perché il mercato sia sicuro.

Chi aspetta il freddo rischia di dover scegliere tra quello che rimane, oppure di non trovare disponibilità immediata.

𝐎𝐠𝐠𝐢 𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫 𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞.
𝐃𝐨𝐦𝐚𝐧𝐢 𝐩𝐨𝐭𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚.

📍 Parravicini Pietro snc

🪵 𝐋𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐚 𝐩𝐞𝐬𝐨: 𝐬𝐞𝐢 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐢 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨?Facciamo un esempio semplice:  sfusa venduta a 15 €/...
18/05/2026

🪵 𝐋𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐚 𝐩𝐞𝐬𝐨: 𝐬𝐞𝐢 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐚𝐩𝐞𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐢 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨?

Facciamo un esempio semplice:

sfusa venduta a 15 €/quintale + IVA 10%.

Il prezzo iniziale sembra buono:

👉 𝟏𝟓 € + 𝐈𝐕𝐀 = 𝟏𝟔,𝟓𝟎 €/𝐪

Ma se la legna è verde o molto umida, durante la può perdere anche il 35% del peso.

Quindi 100 quintali scaricati oggi, una volta asciutti e pronti da , possono diventare circa 65 quintali reali utilizzabili.

A quel punto il prezzo vero non è più 16,50 €/q:

👉 𝟏𝟔,𝟓𝟎 € ÷ 𝟎,𝟔𝟓 = 𝟐𝟓,𝟑𝟖 €/𝐪 𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐨

E se il dichiarato non fosse preciso?
Basta un 10% di differenza e il costo reale può arrivare a circa:

👉 𝟐𝟕,𝟗𝟐 €/𝐪

Quindi una legna che sembrava costare 15 €/q, alla fine può costare quasi 28 €/q di legna realmente utile e asciutta.

E in più chiediti:

❓ Pioveva durante carico o scarico?
❓ Quanto tempo hai perso a sistemarla?
❓ Quanta terra, corteccia e sporcizia hai pagato insieme alla legna?

Per questo il è una scelta più moderna e trasparente:

✅ quantità visibile
✅ legna ordinata
✅ stoccaggio immediato
✅ meno sporco
✅ consegna più pulita
✅ prodotto più controllabile

𝐈𝐥 𝐪𝐮𝐢𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐥𝐨 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐢 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐭𝐚.
𝐈𝐥 𝐛𝐚𝐧𝐜𝐚𝐥𝐞 𝐥𝐨 𝐯𝐞𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐢 𝐭𝐮𝐨𝐢 𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢.

📍 Parravicini Pietro snc
🪵 Legna da ardere in faggio su bancali
🚚 Consegna a domicilio attrezzata con gru o pedana idraulica
fino a 30 km. da Lentate sul Seveso (MB)

🔥 Conviene ancora scaldarsi a  ?Abbiamo preparato questa tabella per dare un confronto semplice e indicativo tra i princ...
12/05/2026

🔥 Conviene ancora scaldarsi a ?

Abbiamo preparato questa tabella per dare un confronto semplice e indicativo tra i principali combustibili, calcolando quanta energia utile si ottiene con 1 euro.

Il dato interessante è chiaro: con i prezzi attuali, il pellet rimane competitivo rispetto al metano anche fino a circa 9 € al sacco da 15 kg.

Nella tabella abbiamo considerato il metano a 1,20 €/Smc, un valore indicativo realistico in bolletta.
Ma il punto è un altro: il prezzo del resta molto instabile e nessuno può sapere con certezza dove arriverà il prossimo inverno, soprattutto con le tensioni e i conflitti internazionali ancora in corso.

Da gennaio ad aprile 2026, la sola materia prima gas è già aumentata di circa +22% secondo i dati .

Per questo acquistare pellet per tempo significa non solo risparmiare, ma anche mettersi al riparo da possibili aumenti e problemi di disponibilità.

⚠️ 𝐀𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭 ⚠️Come anticipato nelle scorse settimane, il mercato del   sta iniziando a registrare nu...
11/05/2026

⚠️ 𝐀𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐥𝐥𝐞𝐭 ⚠️

Come anticipato nelle scorse settimane, il mercato del sta iniziando a registrare nuovi aumenti.
Dagli ordini ai fornitori previsti nel mese di maggio, i listini subiranno indicativamente un rialzo di circa 5/8% rispetto ai prezzi attuali. Questo potrà riflettersi sui prezzi al cliente nel mese di giugno, oppure anche prima nel caso in cui le scorte disponibili dovessero terminare.

Oltre all’aumento dei prezzi, l’aspetto che oggi ci preoccupa maggiormente è la disponibilità del materiale: le forniture sono più limitate, i tempi di consegna meno prevedibili e non sempre i quantitativi richiesti vengono garantiti. Anche questa situazione contribuisce alla crescita dei prezzi.

Al momento abbiamo ancora disponibilità di materiale acquistato a prezzi di aprile, fino a esaurimento scorte.

Non vogliamo creare allarmismo, ma informare i nostri clienti in modo corretto e trasparente, così che ognuno possa fare le proprie valutazioni per tempo.

Per informazioni, disponibilità e consegne:
📍 Parravicini Pietro snc
📧 www.parravicinipietro.com
📞 0362560749 Contattaci anche su WhatsApp allo stesso numero

🌲 Ecogreen Holz Premium: pellet in abete puro, qualità tedesca e ottima resa per il tuo inverno.Combustione pulita, calo...
07/05/2026

🌲 Ecogreen Holz Premium: pellet in abete puro, qualità tedesca e ottima resa per il tuo inverno.
Combustione pulita, calore costante e pratici sacchi da 15 kg, con consegna a domicilio attrezzata.

📍 Parravicini Pietro SNC – Lentate sul Seveso
📞 0362 560749 — anche su WhatsApp
🌐 PARRAVICINIPIETRO.COM

🪵 Legna da ardere in ulivo su bancali: profumata, compatta e dalla combustione intensa.Ideale per camini, stufe e brace,...
06/05/2026

🪵 Legna da ardere in ulivo su bancali: profumata, compatta e dalla combustione intensa.
Ideale per camini, stufe e brace, con consegna a domicilio attrezzata.

📍 Parravicini Pietro SNC – Lentate sul Seveso
📞 0362 560749 | 🌐 PARRAVICINIPIETRO.COM

Indirizzo

Via Padova 28
Lentate Sul Seveso
20823

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 12:00
13:45 - 19:00
Martedì 08:00 - 12:00
13:45 - 19:00
Mercoledì 08:00 - 12:00
13:45 - 19:00
Giovedì 08:00 - 12:00
13:45 - 19:00
Venerdì 08:00 - 12:00
12:45 - 19:00
Sabato 08:00 - 12:00
14:00 - 18:00

Telefono

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