23/05/2026
Una vite, un gesto, un’officina.
La nuova caffettiera Vite disegnata da per sembra nascere direttamente dal mondo della meccanica industriale: una piccola scultura domestica pensata per l’induzione, dove la forma della caldaia richiama esplicitamente quella di una vite metallica. 
Per questo abbiamo scelto di fotografarla dentro l’Officina Automeccanica di Sampierdarena, tra metallo, attrezzi e superfici consumate dal lavoro quotidiano. Un luogo dove il design ritrova la sua origine più autentica: la materia, la funzione, il gesto.
Malouin ha raccontato di aver sviluppato il progetto partendo da frammenti metallici recuperati nei depositi di rottami, in un processo che lui stesso definisce “Scrapyard Works”. 
Ed è proprio questa tensione tra industria e poesia a rendere Vite qualcosa di più di una semplice moka.
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A screw, a gesture, an old workshop.
The new Vite espresso maker designed by Philippe Malouin for Alessi feels as though it emerged directly from the world of industrial mechanics: a small domestic sculpture designed for induction cooking, whose boiler deliberately echoes the shape of a metal screw. 
That is why we photographed it inside an old automotive workshop in Sampierdarena, surrounded by tools, steel and surfaces marked by years of work. A place where design reconnects with its most authentic roots: material, function and gesture.
Malouin described the project as originating from salvaged metal fragments found in scrapyards, through a process he calls “Scrapyard Works.” 
And perhaps this is exactly what makes Vite more than just a moka pot.