Acquario di Forlì

Acquario di Forlì Vasto assortimento di acquari e terracquari. Pesci d'acqua fredda, marini e tropicali - specializzato in Discus -.Arredamenti, mangimi, piante, accessori.

Acquariofilia specializzata con trentennale esperienza in preparazione di acquari, anche su misura, allevamento e riproduzione di ogni specie acquatica di acqua dolce e salata, di acque fredde e tropicali. Assistenza e manutenzione di apparecchiature di ossigenazione, ricircolo e riscaldamento delle acque. Controlli periodici delle caratteristiche chimico-fisiche dell'ambiente ed eventuale correzione dei deficit. Prodotti alimentari per ogni specie acquatica compresi i piccoli anfibi

16/02/2026
16/02/2026
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16/02/2026

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16/02/2026

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19/01/2026

Se per caso dovessi entrare in casa tua per favore non colpirmi con mazze da cricket o scope, fa davvero male e ho tanta paura. È stato un incidente, non volevo spaventarti. Se dovessi atterrare, forse, non riuscirò più ad alzarmi ed avrò bisogno del tuo aiuto.
Basta usare un asciugamano per portarmi fuori e io volo via subito, promesso.
Mangio zanzare e tanti altri insetti.
Le nostre case vengono smontate per altri edifici e abbiamo pochi posti dove andare. Quindi se per caso volo nella tua, spegni la luce e lascia la luce esterna accesa con la porta aperta, esco in un lampo.
Cordiali saluti, il tuo innocuo pipistrello 🙏

19/01/2026

Quando sono andata al canile a prendere quel cane, l’addetto mi ha messo in guardia: “Stai attenta, ha avuto una vita dura”. A guardarlo, si capiva. Un molosso imponente, cicatrici sul muso e occhi che non si fidavano di nessuno. Il suo nome era Rocky.

A casa però non è arrivata la bestia minacciosa che temevo. Si è sdraiato in silenzio sul pavimento e non si è mosso per ore. Non giocava, non cercava contatto, tremava al minimo rumore. Più che aggressività, emetteva tristezza pura. Era un cane che non aveva mai conosciuto gentilezza.

Poi una chiamata dal rifugio: emergenza, serviva ospitare un gattino trovato per strada. Nessuno disponibile. Ho accettato, portando a casa quel micino arancione che ho chiamato Milo. Rocky si è avvicinato con lentezza, annusando curioso. Milo ha miagolato piano — e Rocky ha risposto con un guaito basso e dolce.

Da quel momento sono inseparabili. Rocky gli fa da cuscino, lo tiene vicino come fosse suo figlio e mi chiama con lo sguardo appena Milo piange. Nessuno dei due sarà più solo. E credo proprio che resteranno qui con me. Non ho adottato un cane difficile. Ho adottato un gigante dal cuore rotto… che ora si sta rimettendo insieme. 🧡

19/01/2026

Venezia non si erge su roccia, né su cemento. Si regge su milioni di pali di legno piantati nel fango della laguna. Sì, proprio così: sotto ogni chiesa, ogni casa, ogni ponte, ci sono tronchi infissi uno accanto all’altro, nel silenzio acquatico di un’impresa che sfida la logica.

Tutto cominciò nel 421 d.C., quando la città iniziò a prendere forma sull’acqua. Gli antichi veneziani ebbero un’intuizione ingegnosa: piantare nel terreno instabile pali di legno spesso di ontano, un legno resistente all’umidità fino a raggiungere uno strato più compatto. Su questi pali venivano poi posati pietra d’Istria e mattoni, che diventavano la base su cui costruire.

Il trucco? Quei pali, completamente sommersi e privi d’ossigeno, non marciscono. Col tempo si mineralizzano parzialmente, diventando durissimi, quasi come se fossero pietre. È così che Venezia ha potuto alzarsi, e restare in piedi, per secoli.

Il Campanile di San Marco? Reggendosi su circa 100.000 pali, è un gigante di pazienza e precisione. La Basilica della Salute? Richiese centinaia di migliaia di pali, piantati a mano, uno dopo l’altro, con una cura quasi sacra.

Ma perché costruire proprio lì, in mezzo a canali, fango e paludi?

Nel V secolo, l’Italia era attraversata dalle invasioni barbariche. Le popolazioni della terraferma cercavano rifugio in luoghi difficili da raggiungere. La laguna veneziana, con la sua conformazione acquatica, offriva una protezione naturale. Ed è lì, in quello scenario apparentemente ostile, che nacque una città.

Venezia non è un miracolo. È figlia della necessità, dell’ingegno e della resilienza. Non ha cercato di dominare la natura: ha scelto di capirla, di adattarsi. E ancora oggi, tra maree, cambiamenti climatici e sfide moderne, continua a esistere. A resistere.

È un monumento vivente all’audacia umana. Una città che non galleggia per magia, ma per testardaggine.
Perché dove gli altri vedevano solo acqua e fango, qualcuno ha visto una possibilità. E l’ha chiamata casa.

18/01/2026
18/01/2026

Indirizzo

Forlì
47121

Sito Web

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