24/03/2020
Come nascono le '' Teste di moro '' e perchè, a Caltagirone
Quante volte abbiamo visto le famose teste di moro nei balconi fioriti piuttosto che sui pilastri di un cancello o nei negozi di artigianato... Molti pensano a qualche stravagante creazione di un artigiano altri conoscono questa '' favola '' :
Si dice che nella Kalsa, quartiere arabo di Palermo, intorno all'anno 1.000 appunto nella Kasbah vivesse una bellissima giovane fanciulla che viveva segregata in casa dove trascorreva le sue giornate a coltivare i fiori del suo balcone.
Un giorno si trovò a passare un giovane moro che vedendo la fanciulla subitò se ne invaghì decidendo di volerla per sempre !
Subito entrato in casa le dichiarò il suo amore e la ragazza di fronte a quell'impeto ne rimase colpita al punto da acconsentire alle nozze... Sin tanto che, saputo che il moro doveva tornare nella sua terra dove l'attendevano una moglie e due figli, appena fattasi notte lo uccise nel sonno.
Gli tagliò la testa e ne fece un vaso dove crebbe presto del basilico rigoglioso e lo mise in bella mostra sul davanzale del suo balcone !
Il moro rimase così '' per sempre '' con lei come lui aveva desiderato.
Quello strano vaso con l'effige della testa del moro dove il basilico cresceva rigoglioso destò l'invidia di molte signore del quartiere che si fecero fabbricare vasi simili dagli artigiani ceramisti del luogo.
PURA FANTASIA !
In realtà le teste di moro nascono a Caltagirone per un motivo ben più realistico e comprovato !
Non è noto a tutti che l'ultimo avamposto arabo in Sicilia, a Castel di Judica, fu annientato dopo una cruenta battaglia ad opera di un esercito di cui facevano parte tutti gli uomini abili alla guerra abitanti di Caltagirone.
Come è noto gli arabi non facevano prigionieri, anzi veniva riservata ai nemici una morte molto cruenta '' il taglio della testa ''
Così, per farla breve, al ritorno dalla vittoriosa battaglia ci fu un anno di festeggiamenti ( anche perchè in seguito a quella vittoria il conte Ruggiero fece dono alla città di un feudo vastissimo ( sino al 1880 il territorio di Caltagirone era il più grande d'Italia, persino di Torino allora Capitale ) e fu in quell'anno di celebrazioni che gli artigiani locali modellarono le teste mozze dei mori e le misero in bella vista sui davanzali dei loro balconi ( come si fa oggi con il tricolore in occasione dei mondiali di calcio ). E per di più ci coltivarono il basilico, prodotto povero ma profumato....aveva il profumo della vittoria !