Prima Casa da Sogno

Prima Casa da Sogno Pagina informativa che riporta notizie utili per chi ha intenzione di investire nella prima casa

🔥 Mutui e prestiti: 14,9 miliardi in rate non pagate. Le famiglie italiane sempre più in difficoltà 🔥'aumento del costo ...
11/07/2023

🔥 Mutui e prestiti: 14,9 miliardi in rate non pagate. Le famiglie italiane sempre più in difficoltà 🔥
'aumento del costo del denaro, l'incremento dei tassi e la corsa dell'inflazione tra le cause delle insolvenze. La maggiore sofferenza in Lazio e Lombardia
Quasi un milione di famiglie italiane fa fatica a pagare mutui e prestiti. Una situazione di difficoltà che si sta estendendo a macchia d’olio lungo tutto il Paese.

💣 L'analisi sul totale dei crediti deteriorati delle banche riconducibili a nuclei familiari è frutto di elaborazioni della Fabi su statistiche della Banca d'Italia e la somma delle rate non pagate è pari a 14,9 miliardi di euro. La Federazione autonoma bancari indica tra i motivi delle insolvenze "l'aumento del costo del denaro, l'incremento dei tassi e la corsa dell'inflazione".

💸 Tutti fattori che "riducono il reddito disponibile e mettono in difficoltà i clienti delle banche nel rispettare le scadenze relative ai finanziamenti".

🆘 Sul piano territoriale, in cima alla classifica delle inadempienze ci sono Lombardia e Lazio, con un ammontare delle rate non pagate oltre i 2 miliardi. Seguono Campania, Puglia e Basilicata, Sicilia e Veneto, che superano il miliardo, mentre Emilia Romagna, Piemonte, Valle D'Aosta e Toscana restano poco sotto tale soglia. Più contenuto il valore delle somme non pagate nelle regioni più piccole come l'Umbria dove le rate non pagate ammontano a 226 milioni, la Liguria (361 milioni) e la Calabria (418 milioni).

📣 Nel dettaglio, dei quasi 15 miliardi di crediti deteriorati, 6,8 miliardi corrispondono a mutui per l'acquisto di abitazioni, suddivisi tra 2,7 miliardi di sofferenze, 3,4 miliardi di inadempienze probabili e 621 milioni di rate scadute.

⚡️ Più bilanciata la situazione dei crediti al consumo, pari a 3,7 miliardi: 1,2 miliardi sono di sofferenze,1,4 miliardi di inadempienze probabili e 1 miliardo di rate scadute.

💥 Gli altri prestiti, come quelli personali richiesti senza una finalità specifica, hanno generato 4,3 miliardi di deterioramento: 1,7 miliardi di sofferenze, 2,2 miliardi di inadempienze probabili e 339 milioni di rate scadute.

🔥 Cessione del V: la Migrazione dei piani di Trasferimento su Pensione nella nuova Procedura Inps “Quote Quinto” 🔥💰 Qual...
06/07/2023

🔥 Cessione del V: la Migrazione dei piani di Trasferimento su Pensione nella nuova Procedura Inps “Quote Quinto” 🔥

💰 Qualora il rapporto di lavoro dipendente, pubblico o privato si risolva prima dell’estinzione del finanziamento tramite cessione del quinto dello stipendio, si realizza per legge l’automatismo del trasferimento dell’importo retributivo ceduto sulla pensione.

💼 L’Inps, conferma l’applicabilità dell’articolo 39 del Dpr 180/1950, ossia il rinnovo della cessione per la parte residua del debito, nel rispetto del limite invalicabile di un quinto della pensione o assegno continuativo. Riguardo il principio di rinnovo della cessione, l’Inps considera superata “l’applicabilità dell’articolo 39 del medesimo D.P.R. in tema di rinnovo del finanziamento, che ha finora comportato l’inibizione del rilascio della quota cedibile in presenza di una trattenuta sulla pensione in godimento a titolo di cessione del quinto proveniente da stipendio, impedendo così al pensionato il rinnovo del contratto di finanziamento già stipulato in costanza di attività lavorativa”.

💸 Dunque, la gestione dell’ammortamento del piano derivato dalla traslazione della cessione sulla pensione è assimilabile a quella della cessione del quinto della pensione. Inoltre, i richiedenti a cui mancano meno di 10 anni al diritto al collocamento a riposo non possono ricevere un prestito superiore alla cessione di tante quote mensili quanti siano i mesi necessari per il conseguimento del diritto stesso.

✅ La novità principale resta la progressiva migrazione dei piani di ammortamento nella procedura “Quote Quinto”, così da ricondurli allo stesso processo di gestione della cessione del quinto sulla pensione – a cui la procedura è attualmente dedicata – con tutte le sue funzionalità: il rilascio della quota cedibile, il rinnovo del piano, la variazione del soggetto beneficiario delle quote mensili, la chiusura o rimodulazione piano per estinzione anticipata totale o parziale.

🌈 In “Quote Quinto” confluiranno gli ammortamenti in corso e futuri. Le strutture territoriali Inps procederanno con cadenza periodica all’acquisizione dei nuovi piani di entrambe le gestioni.

🔥 Conti correnti, occhio al saldo per evitare segnalazioni 🔥💥 Attenzione al saldo del proprio conto corrente. Con l’entr...
05/07/2023

🔥 Conti correnti, occhio al saldo per evitare segnalazioni 🔥

💥 Attenzione al saldo del proprio conto corrente. Con l’entrata in vigore delle nuove regole europee sulla gestione delle sofferenze sono cambiati alcuni aspetti del rapporto tra banca e cliente.

💰 Nello specifico, si parla degli addebiti automatici e delle possibili conseguenze per chi va in rosso. Basterà davvero uno sconfinamento di 100 euro per vedersi bloccare i pagamenti ed essere segnalato come cattivo pagatore? Non è così automatico, come si teme, ma il rischio c’è. Facciamo chiarezza.

💸 Innanzitutto, lo sconfinamento sul conto deve superare due livelli: la “soglia di rilevanza”, pari a 100 euro per i privati (500 euro per le imprese) e la “soglia relativa”, pari all’1% dell’esposizione totale (prima era al 5%). Per esempio, se l’esposizione verso la banca – possono essere mutui e altri finanziamenti – è di 100.000 euro, si può andare in rosso sul conto corrente fino a 1.000 euro senza far suonare il campanello di allarme. Ovviamente se si ha un conto affidato, ovvero se il conto prevede un fido, il problema nasce se si oltrepassa di 100 euro il fido.

💼 Lo sconfinamento deve poi protrarsi per oltre 90 giorni consecutivi, ovvero tre mesi, prima che venga dichiarato il default. Il regolamento Eba (European Banking Authority), scattato lo scorso primo gennaio, ha introdotto criteri più stringenti da quelli finora utilizzati: la soglia relativa è scesa dal 5 all’1 per cento.

💣 Inoltre ha introdotto degli automatismi per cui le banche devono classificare in stato di default il cliente che non adempia per tre mesi alle proprie obbligazioni, qualora, come detto, l’ammontare dell’inadempimento sia superiore sia a 100 euro sia all’1% del totale dei suoi debiti verso l’istituto.

🗒️ Le nuove norme comportano anche lo stop alle compensazioni tra diverse linee di credito e raddoppiano la durata dello stato di default che permane, dopo la regolarizzazione dei pagamenti, per 90 giorni; fino allo scorso 31 dicembre, invece, lo stato di default terminava saldando i debiti pregressi.

💰 Experian: mutui, richieste +30% a maggio. Sale domanda di prestiti e importo medio 🌈 Arrivano i primi spiragli di ripr...
04/07/2023

💰 Experian: mutui, richieste +30% a maggio. Sale domanda di prestiti e importo medio

🌈 Arrivano i primi spiragli di ripresa per il mercato del credito. A maggio la richiesta di mutui è cresciuta del 30%, mentre la domanda di prestiti personali e finalizzati è aumentata rispettivamente del 21,6% e del 19,7%. Lo segnala il Rapporto sul credito italiano – trends & insights relativo a maggio 2023 di Experian, che evidenzia come il trend più rilevante sia rappresentato dal ricorso sempre più consolidato ai canali digitali.

💸 In tre anni, da maggio 2020, è stato registrato un aumento del 224%, derivante sia da una maggiore propensione al digitale ma soprattutto dal maggior ricorso a forme di finanziamento alternative come il buy now, pay later, che rappresenta una parte rilevante del canale digitale analizzato.

💥 A maggio, rispetto ad aprile, secondo il Rapporto sul credito italiano – trends & insights le richieste di mutuo sono aumentate di quasi il 30%, nonostante un costante aumento dei tassi di interesse imposti dalla Bce: a maggio, infatti, si è toccato il 4,06%, un trend che rallenta la ripresa del settore rispetto agli anni precedenti.

💸 Experian rileva una distribuzione differente della domanda sul territorio italiano. È la Lombardia a fare da traino: sul totale delle richieste del territorio nazionale, è stato registrato un aumento di quelle provenienti dall’area della Lombardia di, con una variazione di +1,37 punti percentuali rispetto ad aprile e di +6,8 punti percentuali rispetto a maggio 2022, evidenziando dunque una maggiore concentrazione della domanda di mutuo in questa regione. Non sorprende quindi che, relativamente agli importi finanziati, la variazione più importante si sia registrata nel Nord Ovest, con un +38,4% rispetto a maggio 2022 e un importo medio pari a 214mila euro.

🔥 Rifiuto del prestito personale? Ecco cosa potrebbe aver causato il rifiuto e una soluzione alternativa. 🔥🔔 Ci sono div...
03/07/2023

🔥 Rifiuto del prestito personale? Ecco cosa potrebbe aver causato il rifiuto e una soluzione alternativa. 🔥

🔔 Ci sono diversi fattori che vengono presi in considerazione durante questa valutazione, e uno o più di questi fattori potrebbero aver portato al rifiuto della tua richiesta.

💰 Storia creditizia negativa: Se hai avuto problemi finanziari in passato, come ritardi nei pagamenti, insolvenze o protesti, ciò potrebbe influire negativamente sulla valutazione della tua richiesta di prestito. Le istituzioni finanziarie cercano clienti affidabili e con una buona storia creditizia.

💰 Debiti in corso: Se hai già un carico significativo di debiti o prestiti in corso, le istituzioni finanziarie potrebbero considerare la tua capacità di rimborso come un fattore di rischio elevato. Un'elevata esposizione finanziaria potrebbe mettere a rischio la tua stabilità finanziaria e rendere meno sostenibile un nuovo prestito.

💰 Reddito insufficiente: Il tuo reddito gioca un ruolo fondamentale nella valutazione della richiesta di prestito. Se il tuo reddito è considerato insufficiente per affrontare le rate del prestito richiesto, l'istituzione finanziaria potrebbe rifiutare la tua richiesta.

💰 Mancanza di garanzie: Se non hai garanzie sufficienti da offrire, come un garante o beni da mettere in pegno, l'istituzione finanziaria potrebbe ritenere il tuo prestito a rischio e quindi rifiutare la richiesta.

💣 Secondo il codice deontologico, le informazioni relative alla tua richiesta di prestito e alla tua storia creditizia possono essere conservate nei sistemi creditizi per un determinato periodo di tempo ed impedirti di ottenere un finanziamento presso altro istituto.

✅ La soluzione esiste, anche se non sempre applicabile e si chiama cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

🌈 Chiamaci per una consulenza gratuita

Il consolidamento dei prestiti è una soluzione che sempre più persone stanno considerando per semplificare la gestione d...
29/06/2023

Il consolidamento dei prestiti è una soluzione che sempre più persone stanno considerando per semplificare la gestione dei loro debiti e ridurre le spese complessive legate ai finanziamenti. In questo articolo, esploreremo alcuni dei prodotti finanziari più comuni per il consolidamento dei prestiti e le relative criticità che è importante tenere in considerazione.

Prestiti personali:
I prestiti personali offrono la flessibilità di utilizzare i fondi come si desidera, ma possono presentare tassi di interesse più elevati rispetto ad altri prodotti finanziari. Inoltre, potrebbe essere necessario fornire garanzie aggiuntive, come una firma o un'assicurazione. È importante valutare attentamente i termini e le condizioni del prestito personale, compresi i tassi di interesse, le commissioni e la durata del rimborso, per evitare sorprese finanziarie.

Mutui ipotecari:
I mutui ipotecari offrono tassi di interesse generalmente più bassi, ma richiedono una garanzia immobiliare. Questo significa che si rischia la perdita dell'immobile ipotecato in caso di mancato pagamento. È essenziale valutare la capacità di rimborso e considerare attentamente il valore dell'immobile prima di optare per un mutuo ipotecario. Inoltre, i mutui ipotecari comportano spese notarili e altre commissioni che vanno prese in considerazione.

Linee di credito:
Le linee di credito offrono flessibilità e accesso rapido ai fondi, ma possono essere soggette a tassi di interesse variabili. Ciò significa che le rate di rimborso possono aumentare nel tempo, a seconda delle fluttuazioni dei tassi di interesse. È importante comprendere appieno i termini e le condizioni di una linea di credito, inclusi i tassi di interesse e le commissioni, per evitare eventuali conseguenze finanziarie negative.

Cessione del quinto dello stipendio o della pensione:
La cessione del quinto offre la comodità di trattenere la rata direttamente dallo stipendio o dalla pensione, ma impegnando il quinto del reddito mensile. Ciò può limitare la disponibilità di liquidità per altre spese o emergenze. Inoltre, la cessione del quinto è disponibile solo per dipendenti pubblici o privati e pensionati, quindi non è accessibile a tutti.

🔥 La grande bolla dell’immobiliare: mutui alle stelle e case introvabili 🔥 💼 Bloccato il mercato del mattone: i tassi di...
27/06/2023

🔥 La grande bolla dell’immobiliare: mutui alle stelle e case introvabili 🔥

💼 Bloccato il mercato del mattone: i tassi di interesse frenano le compravendite e gli affitti sono troppo cari. Marchetti (Confai): "Fare previsioni è difficile. Nel 2025 si potrebbe assistere ad un calo dei prezzi"

💰 Firenze, 24 giugno 2023 – Il tasso medio sui nuovi mutui è ormai raddoppiato rispetto ad un anno fa. Secondo i dati Abi, era del 2,05 per cento a giugno 2022 e ora è al 4,24 per cento. Diventano così sempre più insostenibili per le famiglie le rate dei mutui variabili.

💸 Con l’ultimo aumento dei tassi di interesse deciso dalla Bce, il 15 giugno scorso, le ricadute sulla rata si tradurranno – stima Codacons Toscana su un mutuo tra i 125mila e i 150mila euro e con durata 25 anni – in un incremento che va dai 15 ai 25 euro al mese. Ma se si amplia l’arco temporale e si fa il confronto con quando il rialzo dei tassi è iniziato, nel 2022, la rata mensile è salita complessivamente dai 240 ai 320 euro mensili, che, in un anno, sottolinea Codacons Toscana, fanno un esborso aggiuntivo compreso tra i 2.880 e i 3.840 euro.

💣 La conseguenza – rilevata da Eurisc, il sistema di informazioni creditizie di Crif – è che mentre gli importi delle rate sono cresciute mediamente del 28 per cento, la domanda di mutui nei primi cinque mesi è calata del 24 per cento rispetto allo stesso periodo 2022.

✅ La preoccupazione di ulteriori rialzi dei tassi frena il mercato immobiliare. Secondo quanto emerge dal report dell’Agenzia delle entrate relativo al primo trimestre 2023, a Firenze il numero di compravendite – 1.208 tra gennaio e marzo – è calato del 9,4 per cento rispetto allo stesso periodo 2022. Si comprano anche case più piccole, con una flessione di oltre il 10 per cento in termini di superficie. Conferma il trend Stefano Marchetti, presidente di Confai, la categoria di mediatori immobiliari di Confartigianato Firenze, e amministratore delegato di ‘Il Rinascimento immobiliare’. "Il calo delle compravendite non è dovuto tanto al caro mutui, quanto al fatto che ci sono meno immobili in vendita sul mercato", risponde.

🔥 Sistema di informazioni creditizie: il Collegio di Coordinamento ABF sul preavviso💥 Con Decisione n. 4632 del 15 maggi...
25/06/2023

🔥 Sistema di informazioni creditizie: il Collegio di Coordinamento ABF sul preavviso

💥 Con Decisione n. 4632 del 15 maggio 2023 il Collegio di Coordinamento dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) ha affermato come il preavviso è necessario anche quando le segnalazioni in un Sistema di informazioni creditizie (SIC) riguardano non consumatori e che, attraverso il preavviso intervenuto dopo la prima segnalazione, sono legittime le successive segnalazioni ai sistemi.

💣L’obbligo di preavviso di cui all’art. 4 comma 7 del Codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti, approvato con deliberazione del 16 novembre 2004 del Garante per la Protezione Dati Personali, nonché l’obbligo di preavviso di cui all’art. 5, comma 6 del Codice di condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti, approvato con provvedimento n. 163 del 12 settembre 2019 del Garante per la Protezione dei Dati Personali, trova fondamento nel diritto armonizzato di fonte eurounitaria in materia di protezione dei dati personali, alla luce del quale il preavviso di segnalazione costituisce requisito integrante la base legittima del trattamento mediante segnalazione in un Sistema di informazioni creditizie (SIC) dei dati personali consistenti in informazioni relative ai ritardi nei pagamenti.

🌈 Pertanto il suddetto obbligo di preavviso è requisito di legittimità del trattamento con riferimento alle segnalazioni in un Sistema di informazioni creditizie (SIC) che coinvolgono tutte le persone fisiche, ditte individuale o comunque professionisti.

✅ La comunicazione contenente il preavviso di segnalazione in un Sistema di informazioni creditizie (SIC), pervenuta successivamente alla data della prima segnalazione di un ritardo di pagamento, rende legittime le segnalazioni effettuate dopo la ricezione della comunicazione da parte dell’interessato, attesa la funzione del preavviso. Resta ferma l’illegittimità delle segnalazioni precedenti al preavviso, che vanno quindi cancellate.

🔥 Centrale Rischi: la segnalazione è legittima anche senza preavviso 🔥💣 Per il collegio di coordinamento ABF, la segnala...
23/06/2023

🔥 Centrale Rischi: la segnalazione è legittima anche senza preavviso 🔥

💣 Per il collegio di coordinamento ABF, la segnalazione in Centrale Rischi assolve ad una funzione diversa da quella in SIC ed è legittima anche senza preavviso

🔔 Il Collegio di Coordinamento ABF con la decisione n. 4519 del 10 maggio 2023 (sotto allegata) è intervenuto nuovamente sul tema del preavviso nelle segnalazioni dei nominativi dei cattivi pagatori, per rispondere al seguente quesito: "se il preavviso sia elemento essenziale per la legittimità della segnalazione a sofferenza nella Centrale Rischi presso la Banca d'Italia, al pari di quanto è previsto per le segnalazioni in SIC".

💥 Il Collegio di coordinamento ha preliminarmente esaminato la disciplina della segnalazione in CR che si rinviene nell'art. 125, comma 3, TUB e nella Circolare n. 139/1991 di Banca d'Italia (come aggiornata annualmente).

💼 Tali disposizioni non qualificano formalmente il preavviso come presupposto di legittimità della segnalazione.

🎯 Invece, il Codice di condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti, prevede l'obbligo del preavviso ma trova applicazione solo per i sistemi di informazione creditizia privati (SIC), e non per la CR.

🗒️ La segnalazione in Centrale Rischi, poi, a differenza di quella nelle SIC, è obbligatoria e realizza anche una finalità pubblicistica come strumento di vigilanza e di informativa del sistema creditizio/finanziario.

📣 Ma soprattutto va considerato che le segnalazioni in SIC possono essere effettuate per il mancato pagamento di una o più rate e il preavviso è previsto come condizione di legittimità in quanto è finalizzato a consentire al cliente di regolarizzare la posizione. L'invio della comunicazione sulla classificazione negativa in CR, invece, in base alla Circolare 139/1991, non può essere strumentale alla più agevole riscossione del credito da parte dell'intermediario, né può essere utilizzata per sollecitare il cliente ad adempiere ai suoi obblighi.

Come si calcola la prescrizione della cartella di pagamento e come si fa valere per cancellare il debito.Perché mai è im...
22/06/2023

Come si calcola la prescrizione della cartella di pagamento e come si fa valere per cancellare il debito.
Perché mai è importante capire se una cartella esattoriale è prescritta? Molto semplice: perché dopo la prescrizione nulla è più dovuto. Senonché a sollevare l’eccezione di prescrizione deve essere sempre il contribuente mentre l’Agente per la Riscossione deve fornire la prova contraria, ossia di aver interrotto la prescrizione con un sollecito, una intimazione di pagamento, una nuova cartella, un preavviso di fermo o di ipoteca, un pignoramento. Il che richiede non solo la prova dell’atto fisico, ma anche della relativa notifica andata a buon fine o ritornata al mittente per “compiuta giacenza”.
In linea generale, che le imposte dovute allo Stato si prescrivono in 10 anni; quelle dovute agli Enti Locali, come Comuni, Province e Regioni si prescrivono in 5 anni, con la sola eccezione del bollo auto che si prescrive invece in 3 anni. Le cartelle per sanzioni (di qualsiasi tipo siano) si prescrivono anch’esse in 5 anni così come quelle per i contributi Inps e Inail.
La prescrizione si calcola a partire dalla data in cui il contribuente ha ricevuto la notifica della cartella esattoriale. E dunque, se da tale momento sono decorsi i termini appena elencati, il debito è automaticamente prescritto, senza che vi sia bisogno di una dichiarazione da parte di un giudice o di altra autorità.
Se tuttavia la cartella è stata notificata con deposito al Comune o all’ufficio postale – ciò che avviene nel caso in cui il destinatario non è a casa al momento dell’arrivo del postino – il termine decorre da quando l’atto è stato ritirato e comunque non oltre dieci giorni dall’invio della seconda raccomandata informativa con cui il postino comunica la giacenza dell’atto.

Se però, dopo la notifica della cartella esattoriale, l’Esattore ha inviato altri atti prima del compimento della prescrizione, la prescrizione si conta a partire dal giorno successivo al ricevimento di tale atto. E ciò perché ogni richiesta di pagamento costituisce un atto interruttivo della prescrizione: interrompe cioè il decorso del termine e lo fa ricominciare da capo per un altro periodo di pari durata.

Cessione del V: la Migrazione dei piani di Trasferimento su Pensione nella nuova Procedura Inps “Quote Quinto”Qualora il...
21/06/2023

Cessione del V: la Migrazione dei piani di Trasferimento su Pensione nella nuova Procedura Inps “Quote Quinto”

Qualora il rapporto di lavoro dipendente, pubblico o privato si risolva prima dell’estinzione del finanziamento tramite cessione del quinto dello stipendio, si realizza per legge l’automatismo del trasferimento dell’importo retributivo ceduto sulla pensione.

L’Inps, con il messaggio n. 244 del 13 gennaio 2023, conferma l’applicabilità dell’articolo 39 del Dpr 180/1950, ossia il rinnovo della cessione per la parte residua del debito, nel rispetto del limite invalicabile di un quinto della pensione o assegno continuativo. Riguardo il principio di rinnovo della cessione, l’Inps considera superata “l’applicabilità dell’articolo 39 del medesimo D.P.R. in tema di rinnovo del finanziamento, che ha finora comportato l’inibizione del rilascio della quota cedibile in presenza di una trattenuta sulla pensione in godimento a titolo di cessione del quinto proveniente da stipendio, impedendo così al pensionato il rinnovo del contratto di finanziamento già stipulato in costanza di attività lavorativa”.

Dunque, la gestione dell’ammortamento del piano derivato dalla traslazione della cessione sulla pensione è assimilabile a quella della cessione del quinto della pensione. Inoltre, i richiedenti a cui mancano meno di 10 anni al diritto al collocamento a riposo non possono ricevere un prestito superiore alla cessione di tante quote mensili quanti siano i mesi necessari per il conseguimento del diritto stesso.

La novità principale resta la progressiva migrazione dei piani di ammortamento nella procedura “Quote Quinto”, così da ricondurli allo stesso processo di gestione della cessione del quinto sulla pensione – a cui la procedura è attualmente dedicata – con tutte le sue funzionalità: il rilascio della quota cedibile, il rinnovo del piano, la variazione del soggetto beneficiario delle quote mensili, la chiusura o rimodulazione piano per estinzione anticipata totale o parziale.

In “Quote Quinto” confluiranno gli ammortamenti in corso e futuri. A livello centrale sono stati già migrati i piani di cessione da stipendio della gestione pubblica presenti nei sistemi

💣 💰 Le famiglie italiane continuano a puntare sui finanziamenti per soddisfare i principali bisogni di consumo, nonostan...
20/06/2023

💣 💰 Le famiglie italiane continuano a puntare sui finanziamenti per soddisfare i principali bisogni di consumo, nonostante il rialzo dei tassi. Dalla lettura dell’ultimo Osservatorio relativo a maggio, si evidenzia una domanda in crescita di accesso alla cessione del quinto da parte dei privati.

💸 🔥 Il 15 giugno la Banca centrale europea ha alzato di un altro 0,25% il tasso ufficiale, portandolo al 4%. Una decisione che — a cascata — avrà ricadute sui tassi applicati da banche e finanziarie alle famiglie. Il secondo trimestre si sta caratterizzando per una forte accelerazione su questo fronte, con il tasso migliore dei prestiti personali (considerando le pratiche erogate) arrivato al 7,21%, oltre un punto in più rispetto al primo trimestre (6,14%). Mentre, per quel che concerne la cessione del quinto i rialzi sono stati ben più contenuti, compresi tra un decimale nel settore pubblico a poco più di sette per i lavoratori privati. Evidentemente la garanzia di poter prelevare mensilmente la somma dovuta dagli stipendi rassicura i finanziatori in un periodo di incertezza a livello macro.

🎯 Sempre più privati si orientano verso la cessione del quinto
Proprio il differente andamento tra i due strumenti spiega la forte crescita di domande relative alla cessione del quinto da parte dei privati, arrivati a rappresentare il 73,5% di tutte le domande, con i pensionati al 14,3% e i dipendenti pubblici al 12,2%. Lo scenario generale incide sulla durata media delle richieste di questi finanziamenti, che, in leggero calo rispetto al primo trimestre dell’anno, si attestano su una media di 8,1 anni. Una conferma sulla prudenza dei consumatori arriva anche dagli importi richiesti, che scendono tra un trimestre e l’altro da 21.300 a 19.700 euro. In sostanza, tra elevata inflazione persistente, guerra in Ucraina e crescenti tensioni Usa-Cina, il tutto a fronte di stipendi sostanzialmente fermi, le famiglie italiane sono attente a non fare il passo più lungo della gamba. Il calo dell’ammontare riguarda tutte le categorie di richiedenti, con i pensionati sempre in coda e i dipendenti pubblici in testa.

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Bologna
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