29/06/2025
TEMA DEL MESE
Nei Salotti CLEMM di luglio 2025 si tratterà il seguente tema:
“l’abbigliamento che una Persona indossa, specie nei mesi più caldi, può diventare un pericolo? Come vorresti che, la Scuola, i Mass Media e la Famiglia si ponessero, su un tema così pregno di libertà espressiva”?
Riflessione a cura della dr.ssa Sara Bortolozzo.
Cos'è l'abbigliamento? Cos'è per te l'abbigliamento? Gli abiti, nati per protezione e salute, hanno nel tempo perso tale connotazione primaria, diventando simboli di status sociale o della sua illusione. Quante volte pensi che una persona vestita bene sia più rispettabile di una trasandata?
L'abbigliamento, come le divise (es. medico, forze dell'ordine), può definire un ruolo e offrire rassicurazione.
Nei mesi caldi, l'abbigliamento può essere pericoloso non solo fisicamente, ma anche per il disagio psicologico causato dal giudizio sociale. Nonostante promuova l'espressione di sé, può comportare rischi per identità e sicurezza. Il legame tra abbigliamento e status sociale ha generato sia spese eccessive (debiti per apparire) sia problemi di salute (moda inadeguata alle temperature o pratiche dannose come bustini e calzature).
Nonostante i condizionamenti sociali, l'abbigliamento è oggi più libero e informale, ma ogni ambiente richiede rispetto nel vestire. Tuttavia, il vestiario discrimina e, purtroppo, giustifica ancora reazioni, come dimostra la domanda "come era vestita" rivolta alle vittime di violenza fisica. Questo ignora la responsabilità dell'aggressore, rendendo irrilevante il clima.
Alle macro aree relazionali (scuola/lavoro, famiglia, mass media) proposte dal tema del mese aggiungerei il contesto sociale (credenze, religione, morale); si intersecano e si influenzano. I media creano modelli; le persone e le famiglie influenzano a loro volta.
La cosa spesso incredibile è che, ancora oggi, le persone dicono credendoci: "L'hanno detto in televisione (o su un social)", avallando in questo modo l'infallibilità dell'informazione stessa.
Per un'azione cruciale, è fondamentale smettere di giudicare le persone etichettandole. Sebbene l'etichettatura sia un processo cerebrale automatico per gestire le informazioni, il giudizio è una scelta razionale e complessa da eliminare, poiché richiede di superare credenze e abitudini socio-culturali radicate. Come spiegato nel mio libro "L'ABC dell'ascolto attivo", è un'abilità che va costantemente allenata.
In sintesi, la chiave è l'ascolto attivo e il non giudizio, promossi da scuola/lavoro, media e famiglia. Questo approccio deve modellare un pensiero sulla libertà di espressione individuale che, pur adattandosi a contesti e età, rispetti sempre sé stessi, gli altri e l'ambiente, valorizzando ogni comportamento. È cruciale ribadire che gli istinti non giustificano comportamenti negativi, anzi li aggravano.
La famiglia svolge un ruolo fondamentale, coadiuvata dalla scuola, in cui le persone devono essere accompagnate a trovare l'espressione autentica di sé nel rispetto di quella degli altri.
Parliamo sempre di società, ma la società siamo noi, perciò ti chiedo: cosa possiamo fare, concretamente, nel nostro quotidiano per sfidare questi condizionamenti e promuovere un approccio più consapevole e libero all'abbigliamento?
Dott.ssa Sara Bortolozzo, Coach, Master p. PNL, formatrice, mamma e moglie.