21/09/2016
http://www.oecd.org/eco/outlook/OECD-Interim-Economic-Outlook-September-2016-handout.pdf
Prendiamo a prestito dalle relazioni internazionali la questione del "vincolo esterno": di fronte a cosa si infrange il potere statuale.
Le guerre con gli stati confinanti sono retaggio di un passato che non appartiene più a noi europei, il diritto internazionale lo è solo nelle parole dei governanti. Rimane il mercato con le sue regole.
Quindi lo Stato torna a farsi imprenditore, assoggettandosi alle regole del mercato e per favorire quest'ultimo.
Ma il mercato è costo-efficacia: qualcuno sarà davanti, qualcun altro rimarrà indietro.
Ecco allora che il vincolo esterno, per il massimo effetto della globalizzazione, torna ad essere quanto di più locale ci sia: la comunità locale esclusa o più lenta del Mercato.
Corretta e condivisia la proposta dell'OCSE, ma sulla scelta di quali investimenti escluidere ai fini del calcolo del deficit si gioca la partita della tenuta non tanto sociale, quanto dell'esistenza stessa degli stati-nazione, intesi come insieme di Comunità.