Comunità Laudato Sì - Ostuni

Comunità Laudato Sì - Ostuni Nasce il 4 ottobre 2020, nel giorno del Santo Francesco d'Assisi, la "Comunità Laudato Sì Ostuni" "Laudato sì, mi Signore", cantava San Francesco d'Assisi.

In quel bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune e anche come una sorella, con la quale condividiamo l'esistenza, è come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: "Laudato sì, mi' Signore per sora nostra madre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba". Nasce, nel giorno del Santo Francesco d'Assisi, la "Comunità Laudato Sì Os

tuni" ispirata proprio dall'Enciclica "Laudato sì" e con l'obiettivo di diffondere e accrescere la sensibilità e l'educazione nei confronti delle tematiche dell'ecologia integrale, della tutela dell'ambiente e della casa comune.

08/05/2026

Passeggiare per conoscere: Da Casamatta a Casamatta!

Lungo il litorale pugliese, tra dune, pinete e scogliere battute dal vento, sopravvivono ancora oggi le casematte della Seconda guerra mondiale: piccoli bunker in cemento armato, spesso semisepolti dalla sabbia o nascosti dalla vegetazione, che rappresentano una delle tracce più silenziose e inquietanti del Novecento.
Furono realizzati soprattutto tra il 1940 e il 1943, negli anni in cui il regime fascista temeva sbarchi alleati lungo le coste dell’Adriatico e dello Ionio. La Puglia, per la sua posizione strategica nel Mediterraneo, divenne un fronte potenziale di difesa: da qui la costruzione di postazioni di osservazione, fortini, trincee e casematte destinate a ospitare mitragliatrici, artiglieria leggera o piccoli reparti militari.
Queste strutture avevano una funzione eminentemente difensiva: controllare il mare, presidiare i punti di approdo e rallentare eventuali invasioni. Venivano costruite con geometrie essenziali, spesse pareti in calcestruzzo e feritoie rivolte verso il mare. Molte erano mimetizzate nel paesaggio costiero, quasi a voler scomparire dentro la terra stessa.
Ma oggi quelle casematte raccontano qualcosa che va oltre la tecnica militare. Sono monumenti involontari della paura. Segni concreti di un’epoca in cui il mare — che per la Puglia è sempre stato apertura, commercio, incontro di civiltà — diventava improvvisamente linea di confine e luogo da difendere.
C’è qualcosa di profondamente suggestivo nel vedere questi bunker oggi: consumati dal sale, corrosi dal vento, abitati dal silenzio e dalla vegetazione mediterranea. Dove un tempo c’erano soldati in attesa del nemico, oggi passano pescatori, turisti, famiglie. La natura e la vita civile hanno lentamente riconquistato quei luoghi.
Eppure le casematte restano lì, come cicatrici del paesaggio. Non grandi monumenti celebrativi, ma frammenti di memoria diffusa. Ci ricordano che anche le coste più luminose del Mediterraneo hanno conosciuto la guerra, la tensione, l’attesa. E forse proprio per questo assumono oggi un valore storico e umano particolare: trasformare un’opera nata per il conflitto in uno strumento di memoria, affinché il paesaggio continui a raccontare la propria storia alle generazioni future.

Domenica 10 maggio 2026, h 17.00 (spiaggia di Diana Marina)

23/04/2026
16/03/2026

Nell'inquietante mirino della "MISSIONE ZES" tutto il nostro futuro.

Oggi abbiamo inviato a tutti gli amministratori ed a tutte le forze politiche una lettera aperta che qui riassumiamo in pochissime righe. Nel link in calce al post pubblichiamo l'intero documento.

APPELLO ACCORATO a tutti i componenti degli organi amministrativi del Comune di Ostuni

Quando in Consiglio Comunale risuona il vostro nome e voi rispondete "PRESENTE!" non state solo confermando una presenza fisica. State promettendo di esserci per noi, per i nostri figli, per la bellezza che ereditiamo e che abbiamo il dovere di proteggere.

Oggi, però, ci chiediamo: siete davvero presenti?

Il nostro territorio è sotto l'attacco di una cementificazione silenziosa. Attraverso le procedure Z.E.S., decisioni cruciali che cambieranno per sempre il volto di Ostuni la nostra costa, le nostre campagne, la nostra storia vengono prese in uffici tecnici lontani 1000 miglia da noi, scavalcando l'unico organo democratico eletto da noi che viviamo qui: il Consiglio Comunale.

Il 10 marzo scorso è stata una data triste. Tredici consiglieri hanno scelto di fare un passo inaccettabile, rinunciando a rivendicare la propria competenza urbanistica e delegando il futuro della città a carte e burocrazia in un luogo che non è Palazzo San Francesco.

NON POSSIAMO RESTARE IN SILENZIO.
Il paesaggio è un valore assoluto, lo dice la Costituzione, lo dice la nostra anima di cittadini. Non è una merce di scambio per lo sviluppo economico selvaggio.

Chiediamo con forza alla Giunta e ai Consiglieri:

1️⃣ Tornate a decidere del nostro territorio.
2️⃣ Adottate la totale trasparenza e comunicazione su ogni progetto Z.E.S.
3️⃣ Coinvolgete realmente la cittadinanza.

Noi non ci fermeremo. Ci faremo custodi di ogni pietra, ogni ulivo, ogni scorcio di mare. Perché amare Ostuni significa avere il coraggio di dire di NO quando la sua identità è in pericolo.

Sindaco, Consiglieri: la città vi guarda. Risponderete "Noi ci siamo!" alla chiamata del territorio o lascerete che altri scrivano la fine della nostra storia.

Firmato:
Geos Ostuni Gruppo Speleologico Ostuni, Italia Nostra Messapia Ostuni, Libero Comitato Salvaguardia Habitat Costiero, Circolo Legambiente Ostuni APSi, Lu Scupariedde - Associazione Culturale

Al link che segue è possibile scaricare l'intero documento redatto congiuntamente dalle associazioni sopra citate.

https://drive.google.com/file/d/1TbyACY33IwS3o-kQCP-oqKkwW0KIJAdB/view?usp=drive_link

Scaricatelo, diffondetelo, leggetelo a scuola, con gli amici, nei luoghi di aggregazione...inviatelo a chiunque reputiate possa aiutare la nostra causa.
Aiutateci!

Grazie.




11/03/2026

Si annuncia una lunga battaglia, anche legale

05/03/2026

Non si può affrontare il tema dell' erosione costiera con un approccio emergenziale.
La "rimozione culturale" del tema ambientale in atto da tempo, ci porta a non riflettere adeguatamente su una tematica che è strutturale e ci accompagnerà nei prossimi decenni e secoli.
L'uomo deve fare un passo indietro di fronte a fenomeni naturali di questa portata, è necessario arretrare gradualmente tutti i manufatti vicini alla costa, rinaturalizzare, rimboschire e, soprattutto fare una moratoria che blocchi il consumo di nuovo suolo lungo il litorale.
Legambiente Puglia
Libero Comitato per la Salvaguardia della Costa di Ostuni - LCSC
Geos Ostuni
Italia Nostra Messapia Ostuni
Lu Scupariedde - Associazione Culturale
Comunità Laudato Sì - Ostuni
Ostuni Notizie
Ostuni News
Radiostuni
BrindisiReport.it
Antenna Sud
Legambiente
Forum della Società Civile di Ostuni
Regione Puglia
Comune di Ostuni

24/02/2026

Sorgerà a Lamasanta entro il 2030, si stima avrà un impatto economico complessivo sul territorio di 250 milioni di euro nei primi cinque anni di attività e occuperà 550 unità. Ma per Legambiente gli aspetti negativi superano quelli positivi

15/02/2026
24/01/2026

UN TESORO A RISCHIO La costruzione del resort extralusso … Libero Comitato per la Salvaguardia della Costa Ostuni ha bisogno del tuo sostegno per Fermiamo la cementificazione sulla costa di Ostuni

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Ostuni

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