19/11/2018
REFERENDUM: un BUCO nell'ACQUA?
INFORMAZIONE: un BUCO nell'INTELLIGENZA!
Oggi i nostri giornali locali titolano in prima pagina, e in perfetta concomitanza, commentando il risultato referendario su acqua bene comune: un BUCO nell'ACQUA!
Come dire: un fallimento!
Ma la REALTA' è ben altra:
- nel 2011 un referendum nazionale indicava la strada dell'acqua bene pubblico e non merce. Maggioranza chiara.
- diversi tentativi hanno cercato di "slavare" il risultato referendario e ribaltarlo.
- si è proposto un nuovo referendum a Brescia per ricordare ciò che già avevamo scelto e indicato come strada.
- perché solo a Brescia? perché Brescia è l'unica provincia in Lombardia che sostiene una gestione pubblica/privata del sistema idrico integrato. Tutte le altre (tutte) hanno scelto la gestione pubblica.
- più di 200.000 votanti hanno ribadito al 97% il risultato del referendum 2011 (un livello di partecipazione basso rispetto anche alle mie attese ma non per questo scontato, banale e dubbio, anzi!)
- un quotidiano titola: "ora la parola torna alla politica": ma siamo matti? la politica partecipativa e dei cittadini responsabili si è già espressa. Ora la politica rappresentativa rispetti le indicazioni di chi li ha eletti.
- noi, dal basso, spesso abbiamo uno strano concetto di partecipazione e democrazia: decidano loro, io non partecipo, poi li posso criticare e condannare quando e come voglio su FB o in battute e giudizi volgari e inconcludenti.
la mia valutazione sul referendum (guardo al risultato):
1- l'acqua deve restare bene comune e non può essere trasformata in merce
2- la gestione deve essere pubblica
3- i nostri eletti sindaci e in provincia rispettino le indicazioni decennali dell'elettorato.
4- la partecipazione dal basso è disattenta e in ogni modo, tempo e luogo dobbiamo dare maggiore dignità alla cittadinanza responsabile.
VERIFICHEREMO e ci impegneremo in tal senso.